Brescia, nigeriano espulso torna in Italia: arrestato

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Per chi viene espulso e scortato nel Paese di provenienza e, di seguito, fa rientro illegalmente in Italia, la legge prevede l’arresto immediato

È quanto accaduto nei giorni scorsi a Brescia, allorquando gli Agenti della Questura di Brescia hanno tratto in arresto un cittadino nigeriano 32enne, pregiudicato per spaccio di stupefacenti ed irregolare sul nostro Territorio Nazionale. Nello specifico il soggetto, già espulso in passato, si era reso inottemperante alle prescrizioni del Decreto di Espulsione dal Territorio Nazionale, che vietava a costui il reingresso in Italia per un periodo di 5 anni.

L’uomo, individuato in Città e fermato da una Pattuglia della Polizia di Stato in servizio di prevenzione generale, è stato quindi messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Dai successivi accertamenti effettuati presso la Banca Dati del Ministero dell’Interno è risultato, come si è detto, essere illegalmente presente in Italia; pertanto, al termine degli atti di Polizia Giudiziaria, è stato tratto in arresto e scortato alla Casa Circondariale “Nerio Fischione” a disposizione della Procura della Repubblica.

Il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori, in considerazione della gravità di quanto accaduto e della pericolosità sociale del soggetto, ha emesso nei suoi confronti un nuovo Ordine di Allontanamento dal Territorio Nazionale, in modo da poter poi procedere alla sua ESPULSIONE dall’Italia con accompagnamento nel Paese di provenienza nel momento in cui il soggetto avrà pagato il suo debito con la Giustizia del nostro Paese.

«È fondamentale che i provvedimenti di Espulsione vengano messi in pratica con l’effettivo allontanamento dal territorio di chi rappresenta una minaccia concreta e immediata per la sicurezza dello Stato e dei cittadini – ha evidenziato il Questore di Brescia Paolo Sartori -. Il nostro impegno a garantire la sicurezza di tutti non può prescindere dal contrasto sistematico nei confronti della criminalità diffusa, evitando che pregiudicati per gravi reati senza un regolare titolo di soggiorno possano radicarsi nel nostro territorio. Questi individui, con i loro comportamenti e la palese mancanza di volontà di integrarsi e rispettare le leggi e le Istituzioni italiane, creano un forte allarme sociale e mettono a rischio la convivenza civile”.

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