Una piscina proprio vicino a casa, e senza pagarla: è il caso dei Levak, storica famiglia Rom/Sinti che da 30 anni vive in un’area finita sotto sequestro per le case realizzate abusivamente. E la vicenda ha fatto scoppiare il caso a Ponzano, comune in provincia di Treviso.
La piscina dei Rom
Come spiega il quotidiano Il Gazzettino i Levak vivono appunto in una zona finita sotto sequestro, di proprietà del comune: per questo la società romena che ha costruito la piscina, anziché chiedere il conto alla famiglia Rom, lo ha chiesto al municipio, rivolgendosi al tribunale di Treviso.
Il Comune ovviamente non ha intenzione di pagare, e lo scorso 5 agosto ha stanziato poco più di 3mila euro per affidarsi all’avvocato Luca Speranzon, legale di Montebelluna, che dovrà tutelare le sue ragioni.
La vicenda parte dagli anni ’90, quando c’erano state le prime ordinanze per far abbattere gli edifici abusivi: poi era arrivato il sequestro dell’area e infine il tentativo di venderla all’asta, il tutto senza risultati nonostante i 30 anni passati. Nel frattempo le famiglie Rom hanno continuato a vivere in quel luogo: spostarle avrebbe significato, per il Comune, coprire le spese per accoglierle in alloggi dedicati all’emergenza abitativa. Per questo si è deciso di non intervenire, fino al caso della piscina, una vicenda che ha davvero dell’incredibile.
www.leggo.it – video di Antenna Tre
