Immigrazione clandestina, armi e droga: Europol smantella rete criminale tra Spagna e Algeria, 78 arresti

Venerdì, in Spagna e in Algeria, sono stati arrestati circa 78 sospetti, accusati di appartenere a una rete criminale coinvolta nel traffico di droga e di migranti

Europol ha supportato un’indagine guidata dalla Spagna che ha smantellato una delle più grandi reti criminali dedite al contrabbando di cannabis, droghe sintetiche, migranti, armi e persino latitanti nel Mediterraneo occidentale. La rete era collegata a una vasta gamma di altre attività criminali, tra cui rapine a mano armata, estorsioni, sequestri di persona e riciclaggio di denaro.

L’operazione, condotta nell’ambito di una task force di Europol di recente costituzione all’interno del Centro europeo di Europol per la lotta al traffico di migranti, ha coinvolto agenti della Polizia nazionale francese (Police aux Frontières/OLTIM), della Polizia nazionale spagnola (Comisaría General de Extranjería y Fronteras/UCRIF) e della Guardia Civil. L’indagine ha beneficiato anche del supporto della Polizia giudiziaria portoghese (Policía Judiciaria) e della Guardia di frontiera polacca (BG).

Fortemente coinvolta nel traffico di migranti e in altre attività criminali, la rete operava come fornitore di servizi logistici professionali per diversi gruppi criminali. I suoi membri si occupavano di stoccaggio, trasporto, rifornimento di carburante, trasferimenti marittimi, manutenzione delle imbarcazioni e servizi di contro-sorveglianza. Gli investigatori hanno scoperto che la rete controllava un’intera flotta di imbarcazioni, tra cui i cosiddetti “motoscafi fantasma”, vietati in Spagna a causa della loro lunghezza e potenza del motore. Questo tipo di motoscafo è spesso utilizzato dalla criminalità organizzata, in particolare dai narcotrafficanti, per il trasporto di merci illegali.

La rete avrebbe utilizzato le stesse potenti imbarcazioni veloci per effettuare gli sbarchi in mare aperto, in acque internazionali vicino alla costa spagnola. Questi trasferimenti marittimi erano studiati per minimizzare i rischi di individuazione, consentendo al contempo rapidi trasferimenti di droga, armi e migranti a terra.

I risultati dell’operazione includono:

78 sospetti arrestati in Spagna e Algeria, tra cui tre obiettivi di alto profilo;
17 località perquisite in Spagna (Alicante, Almería, Cartagena e Murcia);

I sequestri includono:

18 imbarcazioni veloci per un valore di oltre 5 milioni di euro, tra cui barche di 14 metri con 3-4 motori ciascuna;
Un revolver calibro .38, una mitragliatrice simulata, munizioni;
Oltre 25.000 euro in contanti, beni collegati al riciclaggio di denaro e il registro “hawala” (sistema finanziario informale);
15.000 pillole di MDMA (7 kg), 61 kg di hashish e 500 g di cocaina;
Telefoni satellitari, dispositivi GPS, strumenti di comunicazione criptata, antenne paraboliche.

Organizzazione criminale violenta e complessa.

I sospettati, principalmente di origine algerina, avevano legami con gruppi criminali in Francia, Belgio, Portogallo, Italia e Polonia. La rete aveva anche collegamenti con organizzazioni più grandi, tra cui la cosiddetta “Mocro Mafia” e il “Marseille Milieu”. Faceva ricorso a una violenza estrema, utilizzando armi da fuoco, minacce e sicari per esercitare il controllo sui membri e sui migranti. Inoltre, la rete si affidava a manovre evasive ad alta velocità, resistenza armata durante i raid e minacce contro le forze dell’ordine.

L’organizzazione criminale operava attraverso sottostrutture ben definite, attive in regioni chiave, mantenendo una gerarchia stabile che le permetteva di continuare a funzionare anche quando i suoi membri erano incarcerati.

Le basi operative si trovavano in Spagna (Almería, Murcia, Cartagena, Alicante, Ibiza), nonché in Francia (Marsiglia), Belgio, Portogallo, Italia e Polonia, mentre la leadership risiedeva in Francia e Belgio.

Ai membri dell’organizzazione venivano assegnati vari ruoli nella catena criminale, tra cui comandanti, responsabili della logistica, fornitori di carburante, guardie di sicurezza, reclutatori e operatori finanziari. Alcuni erano responsabili dell’acquisizione e dello stoccaggio delle imbarcazioni, mentre altri si occupavano dell’equipaggio, del rifornimento di carburante in mare, dell’acquisto di barche e motori, dei rifugi sicuri, del trasporto via terra o delle comunicazioni. I flussi finanziari venivano gestiti attraverso il sistema hawala, rendendo difficile rintracciare i fondi illeciti.

Una rete criminale che operava come un’azienda di logistica

La rete criminale si è evoluta dal traffico di droga in un’impresa criminale a doppio flusso progettata per massimizzare i profitti. Sulle rotte in uscita dalla Spagna e dal Portogallo verso l’Algeria, il contrabbando si concentrava su droghe sintetiche (come l’MDMA), armi da fuoco ed esplosivi. Lungo le rotte di ritorno dall’Algeria alla Spagna, il gruppo trafficava migranti, chiedendo fino a 12.000 euro a persona. In un solo viaggio, potevano essere introdotti clandestinamente oltre 50 migranti. Complessivamente, si stima che i profitti derivanti dal solo traffico di migranti superino i 24 milioni di euro.

La rete forniva inoltre servizi ad altri gruppi della criminalità organizzata, facilitando il movimento di merci e persone illecite attraverso il Mediterraneo occidentale. Questa struttura aziendale permetteva alla rete di diversificare le proprie attività criminali, aumentare i profitti e soddisfare le richieste dei mercati criminali sia in Algeria che nell’UE. Ottimizzava inoltre l’efficienza delle traversate in barca.

Gli inquirenti ritengono che la rete coordinasse molteplici flussi di traffico. Droghe sintetiche, e talvolta persone, venivano trasportate dalla Francia e dalla Spagna all’Algeria, mentre resina di cannabis, armi e migranti venivano trasportati dall’Algeria alla Spagna.

Motoscafi fantasma utilizzati per i trasferimenti in mare

L’organizzazione criminale si affidava a una flotta di motoscafi ad alta potenza per condurre rapide operazioni marittime. Tra queste figuravano motoscafi fantasma, imbarcazioni progettate per eludere la registrazione e il rilevamento, vietate in Spagna.

Il gruppo utilizzava queste imbarcazioni per organizzare trasferimenti internazionali in acque territoriali vicino alla costa spagnola. Una volta che il carico o i migranti venivano consegnati in mare, altri membri della rete organizzavano il trasporto via terra.

Questo modus operandi permetteva ai sospetti di separare le operazioni marittime da quelle terrestri, complicando l’attività delle forze dell’ordine e aumentando i rischi per i migranti trasportati in condizioni pericolose. I migranti venivano spesso trasportati su imbarcazioni sovraffollate, senza illuminazione né giubbotti di salvataggio, frequentemente in condizioni meteorologiche estreme.

Gli inquirenti ritengono che i sospetti abbiano perpetrato violenze sessuali, abusi fisici e costretto i migranti a vivere in condizioni disumane in alloggi di fortuna.

Il supporto multilivello di Europol nelle indagini complesse

Europol ha supportato l’operazione facilitando lo scambio di informazioni, fornendo coordinamento operativo e assistenza analitica sia per le indagini sul traffico di migranti che per quelle finanziarie.

Due esperti di Europol del Centro europeo contro il traffico di migranti e uno del Centro europeo per la criminalità informatica sono stati inviati in Spagna durante la giornata operativa del 16 giugno 2026. Hanno coordinato le attività con la sede centrale dell’Agenzia, verificato in tempo reale i dati operativi con i database di Europol, fornito supporto tecnico e forense sul posto e generato nuove piste investigative.

Il nuovo centro di Europol rafforza il supporto nella lotta contro il traffico di migranti

Il traffico di migranti rimane una minaccia criminale fondamentale per l’UE, che richiede un’azione coordinata lungo l’intera catena criminale: dal reclutamento e transito, alla fornitura di documenti falsi e ai flussi finanziari che alimentano l’attività dei trafficanti. Europol supporta le indagini attraverso un approccio basato sui dati, arricchendo i casi forniti dalle autorità nazionali con analisi operative e competenze specifiche. Europol facilita inoltre lo scambio di informazioni e coordina le operazioni congiunte per smantellare le reti criminali.

Per rafforzare l’impegno di Europol nella lotta al traffico di migranti, nel dicembre 2025 è stato adottato il Regolamento (UE) 2025/2611. Questa nuova normativa europea sottolinea l’importanza di affrontare il problema del traffico di migranti a livello europeo attraverso una maggiore cooperazione, che include l’istituzione, nel marzo 2026, del Centro europeo di Europol contro il traffico di migranti (ECAMS).

L’ECAMS garantisce un migliore scambio sistematico di informazioni e un maggiore coordinamento degli sforzi. Ciò include il rafforzamento delle competenze in materia di OSINT (Open Source Intelligence) e indagini finanziarie, nonché il potenziamento dell’impatto operativo della rete di ufficiali di collegamento di Frontex, Eurojust e degli Stati membri.

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