Ceuta, Tajani: “Non sottovaluteremo il rischio terrorismo”

Ceuta

“Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati”

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Gr Radio Rai, ha dichiarato: “Non sottovaluteremo il rischio terrorismo e il rischio dell’immigrazione clandestina. Ecco perché lo stop di Schengen nei confronti della Spagna resterà almeno fino al 15 agosto”. In un’intervista a La Stampa, invece, aveva detto: “È Sanchez che ha drammatizzato, la ritorsione spagnola è inaccettabile, spero presto nella revoca. Noi ripristineremo Schengen a pericolo finito, c’è una minaccia jidahista: il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini”. E precisa: “Non abbiamo rotto i rapporti diplomatici”.

“A Ceuta qualcosa non ha funzionato, dovevamo proteggere i confini”.
“Non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario”, risponde il vicepremier Tajani nell’intervista a La Stampa.

“Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati. Piuttosto, ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola. Non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo. Possiamo dire invece che qualcosa non ha funzionato, davanti alle immagini di Ceuta e a centomila in fuga dal Marocco?”, continua.

Noi siamo per favorire l’immigrazione regolare utile alla nostra economia. Ma la dignità delle persone non si rispetta consegnando i migranti ai trafficanti di esseri umani, alla morte in mare, a un’accoglienza priva di una prospettiva di integrazione. La nostra formula è quella di Berlusconi: accordi con i Paesi di origine, formazione in loco, flussi regolari, integrazione”, aggiunge Tajani.

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