Kamel G., 46 anni, è un frequentatore abituale del tribunale di Bayonne: la sua fedina penale elenca una quarantina di condanne
Lunedì 3 agosto, giorno della sua comparizione immediata, l’uomo, senza fissa dimora né un lavoro a tempo pieno, si è ritrovato di nuovo sul banco degli imputati. Questa volta per un alterco verbale degenerato in violenza, avvenuto il 28 luglio 2026 a Biarritz, con un’altra nota mendicante di Biarritz, di 76 anni e in sedia a rotelle. (…)
L’imputato e la vittima erano già comparsi in tribunale dieci anni prima per un simile spiacevole incidente, legato all’alcol, a una lite per un posto dove mendicare e alla conseguente violenza. L’uomo era stato allora condannato al carcere e a un ordine restrittivo di cinque anni che gli proibiva di contattare questa donna vulnerabile. Era lì, seduta sulla sua sedia, ad ascoltare le argomentazioni dell’accusa, presentate da Jean-François Dobeli, che ha ripercorso la vita sregolata di quest’uomo, condannato decine di volte, che viveva di sussidi statali e alternava lavori precari a periodi di detenzione.
Era un déjà vu, con gli stessi atti di violenza, l’ubriachezza incontrollata in pubblico, gli insulti e le minacce lanciate in aria, rivolte alla vittima e a un’altra donna accorsa in aiuto di Joselyne. (…)
“Hai 40 condanne, 38 delle quali emesse proprio in questo tribunale; a un certo punto, devi dire basta”, ha affermato Nadine Regereau, il giudice presidente. (…)
Il magistrato ha chiesto che rimanesse in custodia cautelare, che ricevesse una condanna a nove mesi di reclusione, un ordine restrittivo di cinque anni che gli proibisse di contattare la vittima e, novità, un divieto di residenza nel dipartimento per cinque anni. (…)
Il verdetto: otto mesi di reclusione e divieto di contattare la vittima per cinque anni e di accedere all’area BAB per lo stesso periodo.

