I migranti venivano reclutati in Algeria, a El Kala, trasportati in Sardegna su gommoni ad alte prestazioni. Nell’isola ad attenderli una struttura di accoglienza clandestina, una base di supporto per gli scafisti e un centro per la preparazione di documenti contraffatti. Tutto gestito da un cittadino algerino richiedente asilo, che recentemente si era stabilito nel cagliaritano e poteva contare sull’appoggio di complici.
In Francia, a Marsiglia, il centro di coordinamento, dove uno dei principali finanziatori della rete gestiva i conti correnti dell’operazione criminale.
Una triangolazione transnazionale smantellata da Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari e Polizia di Stato nel corso dell’operazione ribattezzata “Phantom”, dal nome dei mezzi nautici utilizzati per il traffico di essere umani.
All’alba di ieri oltre 100 agenti sono entrati in azione. Disposto lo stato di fermo per 8 stranieri, tutti di nazionalità algerina, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono state ricostruite almeno cinque traversate clandestine. 2500 euro la somma pagata dai migranti.
Nei piani della struttura ci sarebbe stato anche un traffico internazionale di stupefacenti attraverso il Mediterraneo: circa 500 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di cocaina importati dalla Spagna. Oltre all’allargamento del traffico di migranti all’isola tunisina di La Galite.
Le investigazioni sono iniziate a febbraio attraverso un’intensa attività di intercettazioni telefoniche e ambientali.

