“Giuro sul mio onore, l’onore che qualcuno qui ha perso già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L’onore che qualcuno qui non ha più riguadagnato, in occasione di questa commissione, concepita come un plotone d’esecuzione nei miei confronti e, al contempo, come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti”.
Così Giuseppe Conte ha aperto la sua audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, evidenziando di non voler accettare “lezioni sulla paura e sull’onore da chi non può darle”.
E assicura: “Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda”. Inoltre, annuncia di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima che – sostiene l’ex premier – solleva nuovi interrogativi su una fornitura di mascherine della Jc Electronics.
L’audizione si è conclusa in serata: alla richiesta del presidente Marco Lisei di una data per fissare il proseguo, il leader del Movimento 5 Stelle ha indicato lunedì 14 settembre. Fuori da palazzo San Macuto, al termine dell’audizione, ha aggiunto: “Non dovete chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo”.

