L’ex presidente del Consiglio e leader del M5S Giuseppe Conte ha tenuto la sua audizione nella commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. A distanza di oltre sei anni dall’inizio dell’emergenza, si è tornati a parlare delle molte delle decisioni prese durante quel periodo. Decisioni che comunque non preoccupano Conte: “Non avevo nulla da nascondere, non ho nulla da nascondere, non ho fatto niente di illecito”.
“Vite salvate”
Nessun rimpianto. Conte ha difeso le sue decisioni: “Non mi considero un eroe, ho semplicemente fatto il mio dovere. Mi sono trovato dove dovevo, in prima linea, e ho fatto tutto ciò che dovevo anche se non posso essere certo di aver preso sempre la decisione giusta anche se ho agito con massimo scrupolo e in buona fede”. L’importante, a suo dire, è che le misure adottate durante la pandemia hanno “salvato centinaia di migliaia di vite umane”.
Sullo stato di emergenza
In audizione davanti alla commissione Covid, Conte si è espresso anche sullo stato di emergenza imposto: “Il problema era molto semplice. L’indicazione dello stato di emergenza è prevista dal nostro codice di protezione civile. È una fonte innanzitutto normativa di grado primario e non secondario. E quindi la legittimità dello stato di emergenza è deliberata, vagliata dalla Corte Costituzionale. Massima garanzia”. Poi ha aggiunto: “Quella dichiarazione dello stato di emergenza era assolutamente necessaria. Era il presupposto per attivate tutti i poteri e le facoltà in capo alla protezione civile per continuare nella rete di protezione della situazione emergenziale. Se non fosse stato prorogato crollava tutto. Altro che dittatura”.
Tratto da www.tgcom24.mediaset.it

