Il corpo senza vita di Daniela Florea era stato trovato avvolto in un lenzuolo e nascosto nel contenitore del letto matrimoniale
Nella mattinata di mercoledì 5 agosto 2026 la squadra mobile della polizia di Stato a ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Daniel Trandafir, idraulico romeno di 45 anni per l’omicidio dell’ex compagna di 36 anni, Daniela Florea, trovata morta a Torino all’interno di un appartamento in via Paisiello 17 nella serata dello scorso 20 luglio 2026.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla pm Delia Boschetto della procura cittadina, il delitto è avvenuto nella notte del 10 luglio nell’abitazione dove la donna si era trasferita con il figlio minorenne a seguito della cessazione della relazione. L’uomo è gravemente indiziato di femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati.
Il ritrovamento del corpo e il responso dell’autopsia
Il corpo senza vita di Daniela Florea era stato trovato avvolto in un lenzuolo e nascosto nel contenitore del letto matrimoniale. A consentire la scoperta è stato un amico della giovane che, non avendo sue notizie da circa dieci giorni, si era fatto consegnare dal proprietario dell’immobile un mazzo di chiavi per effettuare una perlustrazione all’interno. Sentito un forte odore appena entrato, l’uomo era uscito e ha chiamato il 112.
L’autopsia ha stabilito che la morte è stata causata da un severo politraumatismo cranico e da una compressione violenta di bocca e collo, compatibile con un’asfissia meccanica, collocando il decesso a circa dieci giorni prima del ritrovamento del cadavere.
Le indagini sul femminicidio
La sera stessa del 20 luglio 2026 gli agenti avevano rintracciato l’ex compagno insieme al figlio minorenne nella sua abitazione situata in via Porpora, poco distante dal luogo del femminicidio. Durante il primo riscontro l’uomo ha negato ogni coinvolgimento, ma è caduto più volte in contraddizione sugli ultimi momenti in cui aveva visto la donna, portando a iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio.
I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima fino al 10 luglio 2026, data da cui la donna non ha più avuto contatti con nessuno. Gli investigatori hanno ascoltato numerosi testimoni, analizzato i tabulati di diverse utenze telefoniche e visionato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza vicini all’abitazione.
Il movente del delitto è da ricondurre alla mancata accettazione da parte del 45enne della fine della relazione, voluta dalla donna già da mesi. L’uomo aveva sempre cercato di opporsi alla separazione, tentando di mantenere un continuo controllo sulla ex compagna. Sulla base dei gravi indizi raccolti, la pm ha emesso il decreto di fermo e nella mattinata odierna i poliziotti lo hanno rintracciato e bloccato nella sua abitazione.

