Odio sui muri di Bologna, Meloni ‘disegnata’ con una pistola alla tempia

Odio sui muri di Bologna

I muri di Bologna tornano a sporcarsi di odio. Quello riversato dalla contestazione affidata da ignoti writers di strada alla vernice di bomboletta spruzzata sulle pareti della città in quattro punti differenti.

Quattro sono infatti le scritte spuntate dalla notte alla mattina di ieii, per cui le segnalazioni sono già arrivate a forze dell’ordine e Comune per richiederne la rimozione. “Morte a Meloni e ai fasci”, la scritta in corsivo comparsa in vicolo Bianchetti, con tanto di fumetto della premier stessa con una pistola alla tempia. E subito accanto, in inchiostro rosso: “Fuck Israel“. Il Comune si è attivato immediatamente per rimuovere il graffito.

Slogan contro polizia e governo

Ma quella di vicolo Bianchetti non è stata la sola scritta comparsa nella notte, si segnalano altri slogan contro la polizia e il governo, oltre anche a un “Rip Fakir” in Strada Maggiore all’angolo con via Borgonuovo. Le altre scritte sono state segnalate anche in piazza Aldrovandi e sempre in Strada Maggiore, all’angolo con vicolo Posterla. Si tratta di almeno quattro graffiti offensivi e denigratori che per vicinanza geografica in città potrebbero anche essere ‘opera’ della stessa persona. […]

Di Benedetto (Lega): “Messaggio inaccettabile contro la polizia”

“La scritta ‘Morte alla Polizia’ comparsa in vicolo Posterla è un messaggio vergognoso e inaccettabile che offende un Corpo dello Stato impegnato ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini. È intollerabile che un simile incitamento all’odio sia ancora ben visibile in una strada del centro di Bologna. Ho già provveduto a trasmettere una segnalazione urgente all’Amministrazione comunale chiedendone l’immediata rimozione”. Tuona Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Comune, commentando un’altra delle quattro scritte comparse in centro nella notte e di cui una (quella col volto di Giorgia Meloni con tanto di pistola puntata alla tempia) è già stata rimossa dai servizi comunali dopo la segnalazione.

“Perché una scritta così grave non è stata cancellata autonomamente”

“È doveroso chiedere perché il Comune non sia intervenuto autonomamente”, si chiede quindi Di Benedetto. “Per quale ragione una scritta così grave è rimasta esposta senza che venisse cancellata? Di fronte a messaggi che colpiscono le Forze dell’Ordine non possono esserci esitazioni né silenzi: le istituzioni hanno il dovere di reagire con tempestività e fermezza, condannando ogni forma di odio e violenza nei confronti di chi serve lo Stato. Esprimo la mia piena solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia di Stato di Bologna, ancora una volta bersaglio di frasi vergognose e inaccettabili. Chiedo all’Amministrazione comunale di procedere immediatamente alla rimozione della scritta e di fornire una risposta pubblica sulle ragioni del mancato intervento fino ad oggi. Bologna deve stare dalla parte della legalità e di chi ogni giorno la difende”, conclude il leghista.

Francesco Zuppiroli –  www.ilrestodelcarlino.it