Imola, 4 agosto 2026 – La scorsa settimana era stato denunciato dalla polizia per aver aggredito, assieme ad altre quattro persone, un suo connazionale, finito in ospedale con il volto tumefatto e il naso rotto. E ieri mattina, il ventenne tunisino è stato vittima a sua volta di un’aggressione, questa volta all’arma bianca. Sono i carabinieri della compagnia di Imola a indagare su quanto accaduto, all’alba di ieri, all’interno di un b&b di via Villa Clelia. I militari sono arrivati nella struttura ricettiva intorno alle 6 del mattino, allertati dal titolare perché due suoi clienti erano feriti e avevano bisogno di aiuto.
All’arrivo dei carabinieri, la stanza dove i due giovani tunisini alloggiavano era completamente a soqquadro e c’era sangue ovunque.
I due ragazzi conosciuti per reati di spaccio
I due ventenni, più che conosciuti per reati di spaccio, erano entrambi feriti, colpiti da più fendenti che per fortuna non li avevano attinti in zone vitali. Tagli alle spalle, alle braccia e uno anche al gluteo. Trasportati dal personale sanitario al pronto soccorso per essere medicati, dopo essere stati ricuciti i due sono stati subito dimessi. Adesso, però, i carabinieri stanno indagando per ricostruire cosa sia accaduto all’interno di quella stanza in affitto. Se i due si siano colpiti a vicenda, come raccontato da un testimone; o se, come invece hanno spiegato loro stessi, siano stati vittime di aggressione da parte di una terza persona, poi fuggita via.
Il precedente episodio in via Marconi
Uno scenario tutto da ricostruire, che comunque in qualche modo si innesta sugli ultimi episodi di violenza avvenuti non solo a Imola, ma anche a Reggio Emilia. Come detto, infatti, uno dei due feriti la scorsa settimana era stato denunciato dalla polizia, perché riconosciuto tra i responsabili della violenta aggressione, armata di spray urticante, mazze e anche di una pistola scacciacani, ai danni di un ventottenne tunisino in via Marconi. In quell’occasione, la vittima aveva raccontato di essere stata aggredita da alcuni conoscenti, che l’avevano rapinata di telefono cellulare e 200 euro.
Alcuni degli aggressori, tra l’altro, erano stati denunciati dagli agenti delle Volanti lo stesso giorno: avevano infatti raggiunto l’aggredito in ospedale (forse con lo scopo di convincerlo a non denunciarli) e, dopo aver creato del caos al pronto soccorso, uno di loro si era anche ferito con un coltello, aprendosi uno squarcio sulla pancia di fronte ai poliziotti e agli utenti del Santa Maria della Scaletta, terrorizzati.
Pochi giorni dopo, in via Colonna a Reggio Emilia, si era scatenata una violentissima rissa tra nordafricani: anche questa volta era spuntata una pistola e qualcuno aveva parlato pure di un machete. Tra i protagonisti, vengono identificati dalla polizia reggiana la vittima dell’aggressione di via Marconi e uno degli aggressori, che in quel momento aveva una nota di rintraccio. Sangue su sangue, in una scia di violenze distanti chilometri, ma che appaiono tutte concatenate.
Una faida tra due fazioni: debiti di droga e gestione della piazza
L’ipotesi è che tra le due fazioni, composte da cittadini nordafricani che si spostano in treno tra le città, tutti noti per reati di spaccio, si sia creata una sorta di faida. Se il motivo siano debiti di droga o la gestione della piazza, è ancora tutto da appurare. Come sono da appurare dinamiche e responsabilità nel doppio accoltellamento di ieri mattina, su cui le indagini dei militari dell’Arma vanno avanti. A quanto si apprende, non ci sarebbero telecamere utili. E la vicenda resta tutta da ricostruire.
Nicoletta Tempera – www.ilrestodelcarlino.it

