Ceuta, la Guardia Civil avrebbe avvistato agenti dei servizi segreti marocchini tra i migranti

Ceuta

La Guardia Civil spagnola, grazie al sistema di telecamere installato al confine di Ceuta, ha individuato diversi agenti dei servizi segreti marocchini infiltrati tra i circa 60.000 migranti che sono riusciti a raggiungere l’enclave spagnola, come riporta il quotidiano spagnolo El Español. Fonti interne ai servizi segreti spagnoli ritengono che un’operazione di tale portata non sarebbe stata possibile senza il coinvolgimento dei servizi marocchini.

Fonti dello Stato Maggiore delle Forze Armate hanno dichiarato al giornale che questi individui sono stati localizzati durante il monitoraggio in tempo reale effettuato dal sofisticato sistema di videosorveglianza che controlla il perimetro di confine.

Non è la prima volta che si osserva un fenomeno del genere: la Guardia Civil afferma di aver già rilevato la presenza di membri infiltrati dei servizi segreti marocchini durante precedenti crisi migratorie a Ceuta e Melilla.

Secondo il quotidiano investigativo, i sistemi di sorveglianza di confine consentono il monitoraggio continuo di tutti i movimenti che avvengono in prossimità delle barriere e nelle aree che conducono alla città autonoma. È così che gli analisti della Guardia Civil hanno identificato diversi individui sospettati di appartenere ai servizi segreti marocchini, nascosti tra coloro che attraversano il confine.

Con la complicità delle autorità marocchine?

Diversi video circolati negli ultimi giorni mostrano gendarmi marocchini che trasportano migranti su camion verso la periferia dell’enclave spagnola, secondo quanto riportato da El Español. Mentre numerose testimonianze e video indicano la passività, o addirittura la complicità attiva, delle forze marocchine, il New York Times ha raccolto testimonianze di cittadini marocchini che affermano di essere stati incoraggiati direttamente dalle autorità ad attraversare il confine.

Fonti interne ai servizi segreti spagnoli confermano questa interpretazione e ritengono che un’operazione di tale portata non avrebbe potuto essere realizzata senza il coinvolgimento dei servizi marocchini. Secondo le stesse fonti, la presenza di questi agenti aveva un duplice obiettivo: sorvegliare il massiccio afflusso di migranti sul territorio e osservare in tempo reale le misure adottate dalla Spagna al confine, nonché la reazione delle forze di sicurezza.

Queste sofisticate apparecchiature non si limitano a bloccare i flussi migratori. Analizzate in tempo reale dai servizi di sicurezza, queste immagini estremamente precise consentono di scrutare anche il minimo movimento in prossimità della recinzione e di isolare comportamenti sospetti. È proprio grazie a questa sorveglianza tecnologica che la Guardia Civil sarebbe riuscita a identificare questi individui infiltrati, nel cuore di una crisi che molti osservatori descrivono come una “guerra ibrida” orchestrata per mettere alla prova la reazione di Madrid.

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