Uno sciame sismico di oltre 155 eventi ha colpito i Campi Flegrei, con una scossa di magnitudo 4.7 — la più alta mai registrata nell’area — che ha aperto la sequenza dalle ore 19.47 di ieri. Lo comunica Lucia Pappalardo, direttrice dell’osservatorio vesuviano – Ingv, in un’intervista all’AGI.
Nessun segnale di risalita del magma
La principale preoccupazione, spiega Pappalardo, riguarda gli effetti diretti della sismicità: “c’è stato il crollo di diversi costoni, alcuni edifici sono stati danneggiati”. Tuttavia, la direttrice esclude un’evoluzione verso scenari eruttivi: “non c’è motivo per pensare che ci possa essere un’evoluzione verso fasi più critiche, per esempio eruttive, perché non c’è nessun segnale che ci indica che c’è movimento di magma, di salita di magma verso le porzioni più superficiali del vulcano”.
Oltre alla scossa principale di magnitudo 4.7, si sono registrati altri cinque eventi di magnitudo uguale o superiore a 3. “Tutti gli altri parametri sono costanti, sia i parametri che riguardano il degassamento, sia il sollevamento del suolo non mostrano variazioni. Per cui lo stato del vulcano rimane chiaramente lo stesso, costante anche quello”, precisa Pappalardo.
L’undicesimo evento di magnitudo 4 nell’ultimo anno
La direttrice dell’osservatorio vesuviano inquadra lo sciame attuale nel contesto degli eventi recenti: “ci sono stati altri dieci, questo è l’undicesimo evento di magnitudo maggiore o uguale a 4 e non mostra nessuna differenza, né come zona sismogenetica né come profondità, rispetto agli altri venti di pari o simile magnitudo. Quindi non c’è una variazione per quanto riguarda lo stato generale del vulcano, anche se questo chiaramente è un evento importante”.
Pappalardo avverte tuttavia che nuovi eventi sismici rilevanti sono prevedibili: “È un rilascio di energia importante che c’è stato nelle ultime ore” che rientra nelle previsioni possibili, “assolutamente, e possiamo anche prevedere che ci saranno anche altri eventi purtroppo di magnitudo importante anche in futuro perché continua il sollevamento del suolo, continua il degassamento e quindi continuerà anche la sismicità”.
Nel frattempo, l’Ingv ha convocato la propria unità di crisi, che risulta attualmente in riunione.

