Sequestro di persona, pestaggio ed estorsione: arrestati 5 nordafricani

Sequestro di persona, pestaggio ed estorsione: arrestati 5 nordafricani

Picchiato con una mazza da baseball in pieno giorno, davanti ai tavolini di un bar, per un presunto debito. Poi trascinato in macchina, sequestrato e tenuto segregato per due giorni nei locali di una pizzeria da una banda ora finita in carcere.

Cinque uomini sono stati raggiunti all’alba di venerdì 31 luglio da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Angelica Cardi ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Corsico, con il supporto dei colleghi di Brescia e del personale della compagnia di intervento operativo del 4° Battaglione “Veneto” e dell’unità Catturandi della polizia nazionale romena. Nel blitz sono stati impegnati 40 carabinieri.

In carcere sono finiti quattro cittadini egiziani insieme a un tunisino, accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono stati arrestati tra il Milanese, a Baranzate, e il Bresciano, nel comune di Adro. Il quinto complice è stato rintracciato e fermato in Romania, nel distretto di Brasov.

Il pestaggio e il sequestro

L’episodio risale allo scorso marzo quando la vittima, un ragazzo di 22 anni, cittadino egiziano, è stato aggredito e sequestrato a Corsico (Milano). L’indagine, condotta dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Corsico e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha preso il via dopo la brutale aggressione, segnalata da alcuni clienti che avevano assistito alla scena.

Il 22enne sarebbe stato segregato per due giorni all’interno dei locali logistici della pizzeria di uno degli indagati, in provincia di Brescia. Da qui è stato liberato solo dopo che i suoi familiari sono riusciti a pagare un riscatto di mille euro. Prima di tornare libero sarebbe stato costretto anche a firmare cambiali egiziane per un totale di 8mila euro.

Le indagini

Gli investigatori sono riusciti a stringere il cerchio attorno ai cinque grazie all’analisi dei tabulati telefonici e telematici e alla localizzazione delle celle delle utenze. Nell’ambito delle indagini è emerso anche il presunto coinvolgimento di due donne: una 39enne romena e un’italiana di 29 anni, legate a due degli altri indagati. Avrebbero fornito supporto per mettere in atto l’estorsione, occupandosi di promuovere la richiesta di denaro con la famiglia del 22enne, mettendo anche a disposizione un conto corrente per la movimentazione del denaro.

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