Fauci non risponde sul Covid, rischia incriminazione per oltraggio al Congresso

Anthony Fauci

Anthony Fauci  rischia l’incriminazione per oltraggio al Congresso

Il dottor Fauci potrebbe affrontare un’accusa penale dopo la sua testimonianza sorprendentemente scarna al Campidoglio. Fauci ha invocato il Quinto Emendamento ben 111 volte durante l’udienza sul COVID, rifiutandosi di rispondere alle domande dei legislatori sulla sua gestione della pandemia e sulla storia della salute pubblica.

Dopo ore di rifiuti, il senatore Rand Paul ha annunciato che la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato voterà la prossima settimana su una risoluzione per ritenere Fauci in oltraggio al Congresso, sostenendo che il suo perdono da parte dell’ex presidente Biden significa che non può invocare il Quinto Emendamento per questioni coperte da esso.  (FOXNEWS)

(Fauci è stato insignito da Mattarella con la più alta onorificenza della Repubblica Italiana e con la Laura Honoris Causa dell’Università di Siena)


La Casa Bianca – scrive De Lorraine su X –  ha pubblicato ora nero su bianco le conclusioni dell’inchiesta condotta per due anni dalla commissione speciale della Camera dei Rappresentanti. Secondo questo rapporto di oltre 500 pagine, l’ipotesi più probabile sarebbe quella di un incidente di laboratorio legato a ricerche a guadagno di funzione condotte a Wuhan.

La pubblicazione «Proximal Origin», utilizzata per anni per screditare la pista del laboratorio, sarebbe stata avviata dopo l’intervento di Anthony Fauci al fine di privilegiare pubblicamente l’ipotesi di un’origine naturale.

La commissione afferma inoltre che:

— fondi pubblici americani hanno permesso a EcoHealth Alliance di finanziare ricerche pericolose a Wuhan;
— il NIH non ha adeguatamente monitorato questi lavori e disponeva di procedure inadeguate;
— Peter Daszak, presidente di EcoHealth, avrebbe ostacolato l’inchiesta, modificato documenti e fatto false dichiarazioni al Congresso;
— David Morens, consigliere stretto di Fauci, avrebbe illegalmente soppresso documenti federali, utilizzato canali indiretti per eludere le richieste FOIA e probabilmente mentito al Congresso;

— l’amministrazione Biden e il suo ministero della Salute avrebbero moltiplicato i ritardi, le risposte incomplete e gli ostacoli all’inchiesta parlamentare;
— l’OMS avrebbe privilegiato gli interessi politici della Cina a scapito dei suoi obblighi internazionali;
— la regola del distnziamento di sei piedi non era fondata su dati scientifici solidi e, secondo Fauci stesso, «sarebbe semplicemente emersa»;
— le autorità non avevano prove conclusive che giustificassero alcune affermazioni generali sull’efficacia degli obblighi di indossare la mascherina;

— i confinamenti prolungati hanno provocato danni considerevoli all’economia, alla salute mentale, alla salute fisica e ai bambini;
— l’amministrazione Cuomo avrebbe nascosto le conseguenze della sua decisione di imporre alle case di riposo l’accoglienza di pazienti positivi al Covid;
— il governo federale avrebbe demonizzato i trattamenti alternativi e le opinioni dissidenti prima di fare pressione sui social network per censurare le critiche alla sua politica sanitaria.

Coloro che chiedevano semplicemente delle prove sono stati insultati, censurati, esclusi, talvolta privati del loro lavoro e presentati come pericoli pubblici.

Anni dopo, le istituzioni americane riconoscono da sole menzogne, conflitti di interesse, distruzioni di documenti, ostacoli al controllo parlamentare e l’assenza di fondamento scientifico di diverse misure imposte a milioni di persone.

Ma Anthony Fauci, lui, continua a schivare le domande.

La verità finisce sempre per venire a galla. Il problema è che, nel frattempo, coloro che hanno mentito hanno conservato i loro posti, i loro privilegi e la loro impunità, mentre coloro che avevano ragione hanno pagato un prezzo salato.