Violenze No Tav, Meloni: ‘i magistrati facciano il massimo’

Giorgia Meloni

“Uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere, non è dissenso, è violenza organizzata”

Dal sopralluogo al cantiere Tav di Chiomonte Giorgia Meloni è uscita con queste parole. Premier e ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per cui “serve l’unità delle forze democratiche”, sono andati per vedere di persona le conseguenze degli attacchi di sabato scorso durante la marcia No Tav in Val di Susa, tradizionale appuntamento estivo del Festival dell’Alta felicità.

Il reato ipotizzato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Torino è di devastazione, senza escludere però che nel proseguimento si possa passare a fattispecie più gravi, dunque reati associativi. Pe due dei 4 fermati è scattato l’ordine di allontamento dall’Italia e un divieto di reingresso per i prossimi 3 anni.

“Noi – ha promesso la premier – faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro”.

I danni di sabato nei cantieri di queste montagne del Torinese nel frattempo sono ancora da conteggiare con precisione. “Il milione è una primissima stima. Adesso abbiamo visto che tra le cose bruciate, che sono andate quindi perdute, ci sono anche tutte le centraline ambientali” ha spiegato nel pomeriggio il direttore generale di Telt, Maurizio Bufalini, che da Chiomonte, tra le macerie del cantiere, ha parlato del “peggior attacco che abbiamo subito sui nostri cantieri dal 2011”.
ANSA