L’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto si deve fermare entro i prossimi 90 giorni
A stabilirlo è stata la corte d’appello di Milano, in particolare la sezione specializzata in materia di impresa. I giudici hanno, dunque, accolto il reclamo presentato da un gruppo di cittadini e genitori tarantini contro Ilva in As e Acciaierie d’Italia in As. I giudici hanno disposto la sospensione delle attività siderurgiche a caldo, condizionando la ripartenza alla completa bonifica dell’asbesto e alla riduzione delle emissioni sottili. Il verdetto ribalta la decisione del tribunale, rilevando la persistenza del pericolo per la salute pubblica legato al “progressivo ammaloramento dello stabilimento”.
Giorgetti: “Le sentenze sono sentenze, ma è un fatto che stravolge”
“Per quanto riguarda l’Ilva, le sentenze sono sentenze, valgono per tutti e la sentenza mi sembra assolutamente chiara con l’ordine della chiusura dell’area a caldo, è questo è un fatto su cui stiamo ragionando, domani c’è un incontro con i sindacati, ma questo è un fatto che stravolge – se vogliamo dirla tutta – una fase di cessione che era abbastanza avanzata direi prossima alla definizione con la controparte e che in questo momento cambia completamente le condizioni della vicenda”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti commentando in conferenza stampa dopo il Cdm la sentenza di Milano.

