Ranucci intercettato: “anche in Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria”

Sigfrido Ranucci

‘Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria”

Così Sigfrido Ranucci in una intercettazione pubblicata da La Verità in cui il giornalista spiega: ”è da dentro che si fanno le battaglie”. Ed è subito polemica politica che alimenta i già tanti filoni di discussione aperti intorno al giornalista, all’indagine per l’attentato che ha subito, e al programma che conduce, Report.

Per i componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza Rai: “Si tratta di affermazioni pesantissime fatte da un dirigente contro la sua stessa azienda, che gettano ombre inquietanti sulla Rai. Dinanzi a queste dichiarazioni – chiedono – delle due l’una: o Ranucci esce allo scoperto e denuncia pubblicamente la presenza della massoneria e della criminalità organizza in Rai, oppure l’Azienda deve tutelarsi da queste accuse infamanti e gravemente lesive della sua immagine, intervenendo contro il conduttore”.

Anche per i colleghi di Vigilanza di Forza Italia, ”il suo metodo è sempre quello dell’allusione generalizzata che, del resto, impiega abbondantemente nella sua attività televisiva. Ma ci dica, a questo punto, chi sono i massoni ed i mafiosi all’interno della Rai. O si fanno riferimenti precisi, oppure si dimostra, una volta di più, che il metodo Ranucci è quello di accusare tutti facendo dei polveroni, così come abbiamo visto in decine e decide di servizi delle sue trasmissioni in questi anni. È un metodo inaccettabile”.

Per il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, anche lui componente della bicamerale che vigila sulla Rai: “l’Azienda ha l’obbligo di adottare subito i provvedimenti necessari per proteggere il decoro della Rai e il lavoro delle migliaia di professionisti che vi operano quotidianamente”.

Critiche dall’interno vengono da Unirai Figec: ”Se si trattasse di affermazioni prive di riscontri, allora risulterebbero offensive nei confronti delle migliaia di lavoratrici e lavoratori Rai che ogni giorno svolgono con serietà e onestà il proprio servizio e, in tal caso, intervengano l’Audit Rai e l’Ordine dei Giornalisti con gli strumenti di propria competenza”. Sul futuro di Report, prima che esplodesse il nuovo caso, era intervenuto Giampaolo Rossi amministratore delegato della Rai in un’intervista di Roberto Sommella direttore di Milano Finanza, pubblicata dal quotidiano.

”Abbiamo attivato il comitato etico – spiegava Rossi – come strumento previsto per analizzare quello che sta avvenendo, quello che si sta scoprendo anche dai giornali, anche per verificare che i materiali e le inchieste di cui si sta parlando in questi giorni non abbiano avuto impatti sul ruolo di servizio pubblico e sul ruolo che la Rai deve svolgere rispetto al contratto di servizio. Report è un format della Rai di proprietà della Rai non è di proprietà di nessun altro e quindi per noi è un patrimonio editoriale da mantenere. Quindi Report va avanti perché è un Brand Rai, è sempre esistito e continuerà a esistere anche dopo, a prescindere da chi lo conduce e dagli amministratori delegati”.  ANSA