Saccheggiata un’altra tabaccheria per rubare una serie di gratta e vinci. L’ira di negozianti e residenti: «Anche se li prendono non gli fanno nulla»
Un foro nella vetrata, sangue e vetri rotti sul marciapiede e nel negozio, e i gratta e vinci spariti dagli scaffali. Risveglio amaro nella notte tra mercoledì e giovedì per i titolari della tabaccheria in via Arche Scaligere, ennesimo negozio del centro storico di Verona a subire una spaccata nel giro di pochi giorni.
Stesso modus operandi
Verso le 4.15 un uomo a volto scoperto è arrivato con in mano il chiusino di un tombino e lo ha scagliato contro l’ingresso creando un foro da cui è entrato ferendosi con i vetri rotti. Nonostante ciò, è riuscito a trafugare tutti i gratta e vinci presenti e anche alcune monete, per poi fuggire sporco di sangue. Il furto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza del negozio, i cui filmati sono stati consegnati alla polizia di Stato, che ha inviato sul posto gli esperti della Scientifica per raccogliere indizi, tra cui le impronte lasciate dal malvivente.
Sembrerebbe trattarsi di una persona conosciuta in zona di origine marocchina, e non si esclude che possa essere il responsabile anche della spaccata avvenuta ventiquattr’ore prima al Duchi Cafè di via Leoni, e di quella nella notte tra sabato e domenica all’Osteria Sottoriva: tutte e tre mostrano infatti lo stesso modus operandi. Sono comunque in corso le indagini; gli investigatori hanno raccolto le testimonianze delle vittime e stanno vagliando ogni ipotesi.
La stanchezza
Nel frattempo monta la rabbia degli esercenti e dei residenti, che non si sentono sicuri e hanno paura. «Sono ormai cinque anni che non vediamo passare le forze dell’ordine di qua. Se fanno una rapina durante il giorno, non c’è nessuno. Non c’è più polizia in giro. Siamo qui da tredici anni ma prima vedevo agenti e carabinieri passare. Sono sotto organico ma non è possibile andare avanti così. Se anche i responsabili vengono presi, cosa accade? Gli danno l’obbligo di firma e la sera sono di nuovo in giro. Siamo stanchi», dice con un misto di irritazione e rassegnazione uno dei titolari della tabaccheria, che ci parla a condizione di rimanere anonimo mentre raccoglie la solidarietà del collega del vicino negozio Calzature al Ponte.
«Purtroppo capisco il suo stato d’animo attuale – sottolinea -. Anch’io non mi sento al sicuro. Ho subito un furto un anno e mezzo fa. Mi hanno scardinato la serranda e portato via il fondo cassa. La situazione è diventata invivibile perché ormai ce n’è una ogni giorno. Una concentrazione di questo tipo di reati mette angoscia a chi come noi ha un’attività, perché quando chiudi e vai casa ti chiedi cosa starà succedendo in centro al negozio».
Rabbia e sconforto
Preoccupati e stanchi per episodi che rischiano di alimentare forti tensioni (c’è chi, esasperato, minaccia esplicitamente di comprarsi un’arma per difendersi dalla delinquenza) sono anche i residenti della zona: «Abito qua e di sera uscivo a passeggiare ma ora non esco più – dice una cliente della tabaccheria -. La settimana scorsa mio figlio è andato in piazza Erbe a mangiare la pizza con gli amici e ad un quarto alle undici, non alle tre della mattina, c’erano le baby gang in mezzo alla piazza che ne facevano di ogni tipo. Tra turisti sporcaccioni e brutta gente il centro storico è una discarica. Abito a Verona da quando sono nata, ed era un salotto».
Il coro in città appare sempre più unanime. I titolari della tabaccheria in via Arche Scaligere si uniscono al grido d’aiuto del titolare della Gioielleria Porta Borsari, che aveva parlato di «centro storico ed esercenti abbandonati», dopo che nella notte tra martedì e mercoledì scorsi otto uomini incappucciati erano scesi da una Porsche Macan spruzzando il contenuto di alcuni estintori sulle videocamere di sicurezza, per poi infrangere l’ingresso con un martello pneumatico trafugando tutti i gioielli, l’oro e i preziosi.
Francesco Sergio – https://corrieredelveneto.corriere.it

