A Bologna cresce l’allarme per la violenza tra minorenni
Secondo il nuovo rapporto di Save the Children sulla diffusione della violenza giovanile, negli ultimi dieci anni sono aumentati in modo significativo i reati violenti commessi da ragazzi tra i 14 e i 17 anni, con rapine e lesioni personali quasi raddoppiate rispetto al 2014. I dati nazionali mostrano una tendenza chiara: nel 2024 i minorenni denunciati o arrestati per rapina sono stati 3.968, più del doppio rispetto a dieci anni prima. Anche le lesioni personali sono cresciute in modo marcato, passando da 1.921 casi nel 2014 a 4.653 nel 2024.
Bologna tra le città con più minori segnalati
Nel primo semestre del 2025, tra le città metropolitane italiane con il maggior numero di minorenni denunciati o arrestati per rapina figurano Milano con 294 casi, Roma con 124 e al terzo posto Bologna con 103, seguita da Torino con 85. Un dato che colloca Bologna tra i principali centri urbani interessati dal fenomeno.
Anche per quanto riguarda le lesioni personali, Bologna compare tra le città più coinvolte: nei primi sei mesi del 2025 sono 73 i minorenni denunciati o arrestati, un dato simile a quello registrato a Napoli.
Rapine e risse in aumento
Il rapporto evidenzia inoltre un forte aumento dei minorenni segnalati per rissa, con una crescita che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, arrivando a 1.021 casi.
In crescita anche i reati di minaccia, passati a 1.880 casi nel 2024, mentre diminuiscono i minori segnalati per associazione per delinquere, scesi a 109
L’Emilia-Romagna è tra le regioni dove il fenomeno appare più evidente. L’incidenza delle rapine tra i minorenni ha raggiunto 2,65 casi ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni, mentre nel primo semestre del 2025 sale a 3,06 ogni mille, tra i valori più alti registrati in Italia.
“La violenza diventa un modo per essere riconosciutiâ€
Secondo la ricerca, alla base della crescita dei reati tra minorenni c’è spesso un mix di disagio emotivo, rabbia e mancanza di prospettive.
Nei racconti raccolti dagli operatori emerge un senso diffuso di “disinvestimento affettivoâ€: molti ragazzi raccontano di sentirsi come se fossero “in un videogiocoâ€, incapaci di percepire fino in fondo la gravità delle proprie azioni.
“Questi ragazzi non cercano la violenza per il gusto di farla. Cercano un posto nel mondo e spesso lo trovano dentro dinamiche violente: in questo modo qualcuno li vede e li riconosceâ€, spiega un operatore citato nello studio.
L’effetto delle sostanze e la percezione del rischio
Il rapporto segnala anche il ruolo delle sostanze psicotrope, che possono amplificare la rabbia e ridurre la percezione del rischio. Molti giovani coinvolti nei reati raccontano di vivere in un contesto in cui mostrare debolezza significa perdere rispetto.
“Se non reagisci perdi rispetto e sei finito. Meglio passare per pazzo che per deboleâ€, racconta uno dei ragazzi intervistati.
Coltelli e armi tra i minori: dati in aumento
Un altro dato che preoccupa riguarda la diffusione di armi, anche improprie, tra i minorenni. Tra il 2019 e il 2024 i minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere sono passati da 778 a 1.946, con oltre 1.096 casi già nel primo semestre del 2025.
Molti ragazzi dichiarano di portare coltelli per sentirsi più sicuri o per status, ma secondo gli esperti questo genera un vero e proprio “cortocircuito della pauraâ€. “La paura porta ad armarsi per difendersi, ma così aumenta il rischio di escalation di violenzaâ€, spiega il rapporto.
Nonostante l’aumento dei reati, Save the Children sottolinea che l’Italia resta tra i Paesi europei con il minor numero di giovani coinvolti nel sistema di giustizia.
Nel 2014 i minori e giovani adulti sospettati o autori di reato erano 329 ogni 100 mila abitanti, diventati 363 nel 2023. Numeri in crescita, ma ancora inferiori rispetto alla media di molti altri Paesi europei.

