
Dopo lo straordinario successo ottenuto in Giappone e in Cina, in cui si è esibito all’Expo di Shanghai come rappresentante della creatività italiana e dove farà ritorno il prossimo autunno, Giovanni Allevi rientra nel Belpaese per l’unica data in Romagna del suo Piano Solo tour. Una tournée che vede il musicista di Ascoli Piceno nuovamente protagonista nella veste di solista dopo la lunga esperienza, sia in studio che dal vivo, a fianco dell’Orchestra Sinfonica dei Virtuosi Italiani.
Una scaletta curiosa, che unisce le composizioni che hanno contribuito alla consacrazione internazionale di Allevi (una fra tutte Come sei veramente, complice Spike Lee e la scelta del brano come colonna sonora per una pubblicità di automobili) a quelle degli autori che lo hanno colpito maggiormente nel corso dei suoi studi al Conservatorio di Perugia. Una serata a cavallo fra la sua formazione classica, e dunque la tradizione musicale dell’Europa, e le sonorità dei nostri giorni, quelle attraverso cui il musicista marchigiano si è dimostrato capace di renderle attuali.
Un tour che Allevi ha voluto programmare a tutti i costi, nonostante sia già impegnato con la registrazione del suo nuovo album di inediti al pianoforte, la cui uscita è in programma per il prossimo settembre.
Musicista eclettico, Allevi si odia o si ama. Da una parte il successo del concerto al Blue Note di New York e le oltre 500 mila copie vendute con gli album No concepì, Joy e Evolution dimostrano grande partecipazione e apprezzamento da parte del pubblico, dall’altro lato sono in molti all’interno dell’establishment musicale a criticarlo apertamente mettendo in discussione la sua reale capacità di innovazione. Primo fra tutti il violinistra Uto Ughi, la cui querelle con Allevi si è persino trasformata in un libro.
Luca Balduzzi