
Ladislav Bielik - August 1968 Bratislava
Sala d'Ercole, Palazzo d'Accursio, Bologna
Dal 2 al 20 settembre 2008
Nel quarantesimo anniversario dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio è stato presentato il reportage realizzato dal fotografo slovacco Ladislav Bielik per le strade di Bratislava quel 21 agosto 1968.
Il quotidiano Smena per cui Bielik lavorava pubblicò quattro fra le fotografie più drammatiche in una edizione straordinaria del giorno successivo. L’immagine di copertina, in cui un uomo apre la camicia sul petto sfidando un carro armato, è stata successivamente ripresa da molti quotidiani internazionali (Welt am Sonntag e New York Times tra i primi) e pubblicata su molte raccolte delle fotografie più importanti del XX° secolo.
Pierluigi Solieri (Vicepresidente Associazione “Allegra”): «Vogliamo mostrare una serie di immagini che ha girato molto poco il mondo, se non quest’anno, facendo il giro di molte capitali del mondo. Bologna è un po’ un’eccezione: non è una capitale nel senso stretto/politico della parola, ma noi siamo del territorio e ci tenevamo molto a portare queste immagini a Bologna».
Subito dopo la pubblicazione, Bielik fu costretto a lasciare il quotidiano: nonostante il suo nome non fosse stato riportato sul giornale e le pubblicazioni straniere attribuissero agli scatti una partenità diversa, le autorità cecoslovacche conoscevano molto bene il nome dell’autore.
Bielik non fece mai più parola di quelle fotografie con nessuno, e anche la moglie, che più di una volta lo aveva pregato di distruggere i negativi, se ne dimenticò. Dopo la caduta del muro di Berlino, in una valigia nascosta nella cantina dell’abitazione dove aveva vissuto, il figlio Peter ritrovò una busta con quei negativi.
Sergio Cofferati (Sindaco di Bologna): «Sono immagini che ricordano la “Primavera cecoslovacca”, una delle pagine più tragiche della storia europea degli ultimi decenni: un paese invaso dai carri armati dell’Unione Sovietica, privato delle libertà che stava progressivamente guadagnando. La reazione democratica di tanti altri paesi ha consentito poi che quel percorso riprendesse e, alla fine, producesse l’approdo ad un sistema democratico riconosciuto e rispettato».
Con l’invasione della Cecoslovacchia si chiuse in maniera drammatica una vicenda cominciata il 5 gennaio di quello stesso anno, quando Alexander Dubcek fu eletto segretario generale del Partito Comunista Cecoslovacco.
La sua elezione aveva dato il via ad una stagione di riforme senza precedenti nella storia dei paesi satelliti dell'Unione Sovietica. Tanto bastò perché Leonid Breznev avvertisse il pericolo di una secessione, di una reazione a catena capace di sovvertire l'impero creato da Stalin e caparbiamente tenuto in vita dai suoi successori.
Sergio Cofferati:«Bologna ha avuto con Alexander Dubcek un rapporto molto particolare: è stato qui insignito della laurea honoris causa, e ha continuato a frequentare la cultura bolognese anche da lontano, e questa è un'altra ragione di ricordo che meritava di essere sottolineata».
Pierluigi Solieri: «Cadono oggi i vent’anni dalla laura honoris causa che Dubcek ricevette all’Università di Bologna. Grazie all’Università, questa fu la prima uscita internazionale di Dubcek dopo il 1968, quindi dopo venti anni di buio».
Luca Balduzzi