
spazi off limits del Museo di San Domenico
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26/05/2010 Grande successo, con oltre 270 visitatori, per il primo appuntamento dell’iniziativa – Altre 2 serate giovedì 3 giugno, in occasione di Imola in Musica, e giovedì 1 luglio
GALAVOTTI: “CON “CANTIERE”, LE COSE MAI VISTE DEL MUSEO SPINGONO LA GENTE AD USCIRE DI CASA”
Oltre 270 visitatori, suddivisi in 12 gruppi. Sono stati loro a decretare il successo, martedì scorso, della prima delle tre serate che sotto il nome di “Cantiere”, hanno proposto insolite visite guidate notturne, gratuite, negli spazi off limits del Museo di San Domenico.
L’iniziativa è stata promossa dai Musei comunali con il sostegno del Servizio Cultura e Pari opportunità della Provincia di Bologna in collaborazione con Ga/Er (Giovani Artisti Emilia Romagna) e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.
Martedì 25 maggio il pubblico ha cominciato ad affluire sempre più numeroso ben prima dell’orario previsto, tanto che il primo gruppo è partito alle 20,45, anziché alle 21 e così avanti, ad intervalli di circa un quarto d’ora fra un gruppo e l’altro, fino alle 23.
“Questo successo si abbina a quello della visita notturna alla rocca, qualche settimana fa, che nonostante il maltempo ha raccolto oltre 250 persone” commenta l’assessore alla Cultura, Valter Galavotti. “La filosofia alla base di queste due iniziative è la stessa: anche senza poter contare sui capolavori degli Uffizi o sui Bronzi di Riace, anche i beni culturali della nostra città possono avere grande forza comunicativa e di attrazione se si costruiscono iniziative in grado di incuriosire il pubblico, di dare risposta al suo bisogno di sorprendente, di ignoto” spiega Galavotti. “L’idea alla base di questa di Cantieri è proprio quella di estrarre dalle collezioni qualche pezzo, qualche reperto particolare, che riesce a raccontare delle storie e delle vicende e mostrarlo al pubblico” sottolinea Galavotti.
Ai 270 visitatori presenti martedì sera ai Muesi, Cantiere ha svelato in maniera straordinaria e suggestiva i “misteri” che si celano negli spazi non accessibili dell’ex convento, dove solo agli addetti ai lavori è permesso addentrarsi. Protagonisti della visita i pezzi delle diverse collezioni museali da scoprire, perlustrando l’intero monumento, dai sotterranei, un tempo cantine dei frati, al “granaio” dell’ultimo piano. Durante il percorso guidato da esperti delle diverse discipline e dal personale del Museo, il pubblico ha incontrato “Dorina” la mummia dell’antico Egitto, le tombe villanoviane di Pontesanto, i mosaici e i resti delle decorazione parietale della domus romana ritrovata negli anni ottanta del Novecento sotto San Domenico; ha potuto dare un’occhiata dentro le scatole e gli armadi dove sono conservati reperti geologici e naturalistici della Collezione Scarabelli, monete e medaglie, pezzi del lapidario appartenenti alle Collezioni d’arte della città, architetture e decorazioni dell’antico convento domenicano. Sono tutti materiali o da molto tempo non visibili o addirittura “mai visti”, che studiati e in gran parte restaurati attendono la loro definitiva collocazione nel futuro Museo di San Domenico, i cui lavori di allestimento sono al momento bloccati per il rispetto del Patto di Stabilità.
“Questo significa anche far riparlare finalmente delle raccolte e dei musei, dichiarando fin da subito che siamo in un cantiere, all’ultima tappa di un cantiere” aggiunge Galavotti, che per far capire quanto siano avanti i lavori per il riallestimento del futuro Museo di San Domenico utilizza una metafora ciclistica, in sincronia col Giro d’Italia. “E’ come essere all’ultimo chilometro di una tappa di 200 chilometri – spiega Galavotti -. Solo che ci hanno fermato qui. Siamo bloccati qui causa il patto di stabilità. E non possiamo completare l’intervento, pur avendo già finanziato la somma necessaria, meno di 400 mila euro, ed averla a disposizione”.
Ed ecco la scelta, accattivante e vincente, di rendere pubblico proprio quest’ultimo chilometro.
“Anziché tenere nascosto i lavori, abbiamo voluto chiamare il pubblico nel dietro le quinte di questo set, far vedere cosa c’è dietro la facciata di questo cantiere. E la grande presenza del pubblico sia a Cantiere che in precedenza alla visita notturna in rocca ci dice che c’è fame di queste cose, che la gente ha piacere di uscire la sera, in compagnia, alla ricerca di cose nuove da imparare, di nuove dimensioni culturali, che ha la voglia e la curiosità di scoprire aspetti nuovi anche della propria città” conclude Galavotti.
Cantiere è anche un’occasione per essere aggiornati sul progetto di allestimento del Museo, le scelte museografiche, i lavori fatti e i lavori in corso ed oltre al passato, il nuovo Museo di San Domenico ha svelato anche la sua componente di arte contemporanea: nelle celle che un tempo ospitavano l’antica libreria dei frati Predicatori i visitatori hanno visto in anteprima il lavoro progettato dall’artista Eva Marisaldi per il nuovo Museo, ovvero le tende per la futura ala del Novecento del Museo. Un intervento site-specific, realizzato secondo le modalità dell’arte pubblica.
Cantiere è quindi l’invito che i Musei civici rivolgono a tutti coloro che desiderano conoscere e riappropriarsi del proprio patrimonio, delle collezioni civiche, in attesa e con l’augurio di poter avere finalmente il Museo di San Domenico.
Prossimi appuntamenti con Cantiere si terranno, sempre alle 21, giovedì 3 giugno, in occasione di Imola in Musica, e giovedì 1 luglio.
Informazioni: Museo di San Domenico- Via Sacchi 4 40026 Imola (BO)
tel. 0542.602609 - e-mail: musei@comune.imola.bo.it
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