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Tra la folla silenziosa che ha voluto salutare per l'ultima volta Ateo Cardelli, l'operatore ucciso mercoledì scorso con una coltellata al cuore da un ex degente psichiatrico, si scorgono i vertici della cooperazione imolese, presidente e vice presidente della Lega coop, del sindacato, segretario e sindacato di categoria che ha srotolato lo striscione che ha poi accompagnato il laico corteo al seguito di Ateo Cardelli, mentre in via Emilia 44, alla Camera del Lavoro, la bandiera era stata issata a lutto.
C'erano i colleghi di Ateo, gli operatori e i vertici della Seacoop, ma non c'erano gli ospiti di Albatros.
C'erano però alcuni ospiti della Casa Azzurra, il centro per disabili dove Ateo aveva lavorato fino a un anno fa.
C'era tutto il mondo della sinistra imolese, la bandiera dei DS era stata appoggiata a uno stipite della camera mortuaria che ha poi sventolato in mezzo al corteo cha ha accompagnato Ateo sotto il viale Amendola fino ai pilastrini del viale Capuccini. Da lì il carro funebre è poi partito per la Certosa di Bologna, per la cremazione.
Defilati dall'inizio alla fine i capi del dipartimento di salute mentale, Ernesto Venturini e Benedetta Prugnoli, dietro il sindaco Massimo Marchignoli, invece, il direttore dell'Ausl Augusto Zappi.
Il primo cittadino con addosso la fascia tricolore, è entrato nella camera ardente alle 10.30 e la mamma di Ateo, la signora Ivana, si è lasciata abbracciare, non per raccogliere compassione, ma per parlare con Marchignoli, per chiedere giustizia, ma soprattutto per ribadire che la politica resti fuori dalla morte del figlio.
Ma la persona più attesa dalla mamma di Ateo era il nipotino. Il bimbo è arrivato per salutare l'ultima volta il suo papà.
Ad accompagnare il piccolo, c'erano i suoi amici più cari, un gruppetto di bambini, con le loro magliette colorate e i calzoncini corti, che hanno cantato il loro saluto a papà Ateo
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