INTERVISTA VIA E-MAIL AGLI AUTORI, MARTEDI' 16 MAGGIO 2006 (a cura di Luca Balduzzi)
Come avete scoperto la passione comune per il mystery e il noir d'ispirazione storica?
Abbiamo da sempre condiviso l’interesse per alcune epoche storiche: il basso Medio Evo, il Settecento, l’Ottocento, qualche momento del Novecento. Più in generale ci accomuna la passione per i testi e la ricerca di documenti da cui trarre notizie, situazioni interessanti, accattivanti. Pensiamo del resto che sia possibile scrivere gialli storici anche per ragazzi, dimostrando che la ricostruzione di certi eventi non è meno stimolante della fantasy. In un romanzo come “L’artiglio di Satana”, ad esempio, abbiamo descritto quella che era la Maremma dei primi del Trecento: una specie di “Far West”, piena di avventurieri alla ricerca di miniere di argento; e in “Galileo e il mistero dello smeriglio” viene proposta un’inedita Firenze seicentesca, picaresca e caratterizzata da luci e ombre
Come specifica Renzo Cremante nella prefazione, il rischio di questo genere è di essere anacronistico, caricaturale e troppo fantasioso: pensavate di correre questo rischio?
Abbiamo sempre cercato di mettere in atto la “ricetta” descritta dallo stesso Cremante. Per non cadere nel caricaturale o nell’anacronistico occorre mettere insieme una solida documentazione, ricorrere a una storia che sia plausibile e, nel contempo –cosa che riteniamo importantissima-, coinvolgente per il lettore
Come rispondete alla classificazione di questo genere come minore all'interno della letteratura?
E’ assurdo fare graduatorie tra ‘sottogeneri’ (il noir e il poliziesco che rappresenterebbero la realtà in maniera più ‘incisiva’ del giallo storico etc.). Molto semplicemente esistono, nell’ambito dei vari sottogeneri, testi più o meno riusciti, romanzi che centrano o falliscono il bersaglio. Ci sembra, peraltro, che in Italia vi siano molti autori che, anche per mezzo di stimolanti contaminazioni, hanno contribuito a rendere ancor più vitale il giallo storico: pensiamo a Evangelisti, Baldini, Comastri Montanari, Gori, Solito…
E' nata subito l'idea di interessarsi a fatti storici italiani all'interno della vostra produzione?
Sì, fino dai primi racconti abbiamo riversato la nostra attenzione su certi fatti storici che hanno segnato l’Italia: ad esempio in Guanto di volpe (che ha vinto un’edizione del Mysfest di Cattolica nel 1996) o in Reo-nato si allude alle tensioni sociali, alle ideologie socialiste e anarchiche che fioriscono a cavallo tra Ottocento e Novecento
Parlando del romanzo, parliamo di quattordici racconti che esistono anche da dieci anni, anche prima del vostro romanzo di esordio...
Abbiamo cominciato a scrivere assieme intorno alla metà degli anni Novanta, e ci siamo fatti le ossa proprio sui racconti, sulla ‘misura breve’. Del resto è sempre una sfida interessante riuscire a concentrare, in poche pagine, una vicenda che sia comunque in grado di incuriosire e catturare il lettore. Il racconto ci ha permesso inoltre di usare una vasta gamma di elementi, da aggiungere alle situazioni tipiche del mistery: il gotico (Le cateratte del Nilo), il noir (Versilia night and day, I segni del Santo), la componente avventurosa (Viva lu re)
Nei vostri primi due romanzi esiste un filo che lega avvenimenti distanti nel tempo... qui i fatti raccontati sono più "moderni", e gli stratagemmi di Satana sono proprio il filo conduttore che li lega...
A dire il vero, molti dei testi che compongono “Gli stratagemmi di Satana” sono ambientati tra Settecento e Ottocento; comunque è vero che c’è attenzione anche per la società contemporanea. Del resto gli “stratagemmi” diabolici (che sono un concetto ripreso dalla teologia medievale) diventano, per noi, il simbolo dei ‘trucchi’, delle astuzie, del trasformismo, dell’opportunismo che ‘grandi’ personaggi storici o personaggi comuni hanno usato e usano per difendere a tutti costi i loro interessi, per soddisfare la loro insaziabile avidità. La storia italiana degli ultimi secoli (e degli ultimi giorni!) è un repertorio ricchissimo, pressoché inesauribile di questi “stratagemmi”!