
Nuovo appuntamento con Il classico di una vita presso la Chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma: ieri sera la scienziata Margherita Hack ha chiacchierato di Pinocchio di Carlo Collodi (1826-1890) con Michele Mirabella
SERVIZIO A CURA DI LUCA BALDUZZI, VENERDI ' 12 MAGGIO 2006
MARGHERITA HACK
Perché la scelta è caduta su Pinocchio?
E’ un libro che ho conosciuto molto presto, a 5 anni, e sui cui ho imparato a leggere. E molto in fretta, perché era tanta la curiosità di scoprire come si risolvevano i tanti guai in cui Pinocchio si caccia in continuazione. La storia inoltre è così diversa dai racconti tradizionali per i bambini che sentivo, e di cui sono sempre protagonisti re (si legga a questo proposito l’incipit), principi e principesse
Pensando alla trasposizione del libro in un film di animazione fatta della Disney, verrebbe da pensare che Pinocchio è solamente un altro di questi racconti per bambini, mentre mi sembra di poter dire che le tematiche sono attuali e universali…
E’ una storia istruttiva ed attuale: basta pensare a quanti gatti e volpi ci sono ancora… le tante Wanna Marchi o i tanti venditori di tappeti… e a quante persone si fanno ancora prendere in giro. E’ una storia che parla anche di una giustizia che non è uguale per tutti (Pinocchio denuncia il gatto e la volpe per il furto degli zecchini d’oro e viene imprigionato), e di corruzione (il cane Melampo è in combutta con le faine)
Quale/i trasposizione/i cinematografiche ha visto ed apprezzato, anche in termini di fedeltà al libro?
Ho visto la trasposizione di Luigi Comencini (Le avventure di Pinocchio, con Nino Manfredi, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida, ndr), mi è sembrata molto fedele, e riusciva anche a rendere bene quello che avevo immaginato leggendo il libro. Non ho visto il Pinocchio di Roberto Benigni, ma come attore mi sembra molto adatto alla parte
MICHELE MIRABELLA
Se fosse stato un ospite e non un presentatore, quale classico (romanzo piuttosto che autore) avrebbe scelto di presentare?
Considerando che il classico di una vita deve essere un romanzo fortemente significativo per quella persona, avrei scelto Il giornalino di Gian Burrasca o la Divina Commedia
Quali sono i suoi interessi come lettore?
Io leggo tutto quello che mi capita sotto gli occhi, dai giornali ai romanzi… alle epigrafi! Appartengo però ad una “cultura tipografica” per cui, se ad esempio mi trovo a che fare con Internet, ho bisogno di stampare quello che vedo per leggerlo
Parlando delle trasposizioni dei romanzi al cinema o in film per la televisione, rimane sempre meglio il libro?
E’ un discorso che porterebbe via moltissimo tempo! Nel momento in cui si guarda un film si dovrebbero dimenticare sia la trama del romanzo sia le percezioni vissute durante la lettura, ma questo è chiaramente impossibile. Generalmente rimango deluso da una trasposizione perché mi toglie la mia storia e i miei personaggi… Un esempio: Sandokan e Yanez della televisione confrontati con quelli descritti da Salgàri
Una curiosità personale… Quando potremo riascoltarla in radio o rivederla a teatro?
Purtroppo la radio non me la fanno più fare, forse perché c’è qualcuno che la sa fare meglio di me… A teatro per ora mi vedete come regista (Don Pasquale, L’elisir d’amore e Una furtiva lagrima di Gaetano Donizzetti, Anfitrione di Plauto con Maurizio Micheli, ndr), quindi vedete quello che faccio da dietro le quinte, però non è detto che non possa presto ritornare sul palco