INTERVISTA A GIANLUIGI NUZZI, LUNEDI' 24 AGOSTO 2009 (a cura di Luca Balduzzi
In che maniera ha ricevuto e ha reagito di fronte alla notizia di potere avere accesso all’archivio segreto di Monsignor Renato Dardozzi?
E’ la prima volta che si ha la possibilità di accedere ai segreti finanziari dei Sacri Palazzi grazie all’archivio sterminato costituito da chi, per lavoro, aveva accesso ai documenti più riservati dello Ior, la banca del Papa. L’orologio della nostra conoscenza si era fermato all’epoca di Roberto Calvi con il crac del banco Ambrosiano e dell’arcivescovo Paul Casimir Marcinkus. Dopo la Santa Sede si era prodigata nel sottolineare come “pulizia fosse stata fatta”. In realtà le cose sono andate diversamente. Vaticano SpA, documento per documento, retroscena per retroscena, svela le trame finanziarie, i complotti orditi nei corridoi dei palazzi apostolici, insomma cosa accade dietro le mura leonine negli anni Novanta e quindi dopo Marcinkus. Il materiale l’ho ricevuto dagli eredi testamentari di monsignor Dardozzi che hanno scelto Panorama, il settimanale per il quale lavoravo nel 2007, come testata moderata alla quale rivolgersi per far conoscere quanto celato dalla Chiesa sui peggiori denari della prima repubblica
Da cosa è nato, secondo lei, il desiderio di Monsignor Dardozzi di rendere pubblico il suo archivio?
Dal desiderio di far del bene alla Chiesa. “Nulla temi, nulla nascondi”. Solo la verità può far bene a chi, come Dardozzi cercava di far pulizia, di togliere incrostazioni, di destrutturare un sistema di potere e denaro che in Vaticano SpA indico con nomi, cognomi, cifre e affari”
Consultando l’archivio di Monsignor Dardozzi, si scopre che la Santa Sede agisce di fatto come una vera e propria holding senza nessuno scrupolo morale, e forse la holding più efficiente del mondo…
No. Una chiesa povera non andrebbe da nessuna parte. Il problema non è il patrimonio, la ricchezza. Ma come essa viene gestita e impiegata. Il problema non è l’avere ma la trasparenza che i credenti chiedono sulle operazioni finanziarie. “Non si amministra la Chiesa con le Ave Maria”, diceva Marcinkus ed aveva tristemente ragione. Di più, rigore e trasparenza sono le condizioni necessarie per una economia sana come sottolinea proprio Benedetto XVI nella sua ultima enciclica, Caritas in Veritate
Di quali cifre si parla? E quali provenienze e destinazioni hanno avuto tutti questi soldi?
Negli anni ’90 si sviluppò un sistema di conti riconducibili a monsignor Donato De Bonis, l’erede del sistema Marcinkus, sui quali transitarono almeno 276 milioni di euro di oggi. Ma si tratta di stime in difetto. Il confini di questo sistema di conti occulti con gestioni nemmeno contabilizzate, sono tutt’oggi un mistero. Nel libro poi si affronta uno ad uno gli affari sui depositi come quello intestato “Fondazione Cardinale Francis Spellman” sul quale transitarono 60 milioni di euro in una manciata d’anni. Firma autorizzata: Giulio Andreotti. Che tra l’altro nelle carte dell’archivio viene indicato con il nome in codice di Omissis”
Quali sono i segreti più eclatanti che l’archivio di Monsignor Dardozzi ha contribuito a portare alla luce, o gli scandali su cui ha permesso di fare maggiore chiarezza rispetto alle indagini e ai processi della giustizia italiana?
Il primo segreto è il metodo scelto per scriverlo. Tutti i fatti devono essere rigorosamente ignoti. Ecosì è stato. Di questi retroscena nessuno sapeva nulla pur avendo influenzato direttamente sulla storia italiana… I segreti più eclatanti? Basta leggere il libro…
Quanto i diversi Pontefici che si sono succeduti hanno conosciuto di questo mondo segreto e hanno o meno contribuito a mantenerlo in vita?
Il Pontefice sul quale cadono le responsabilità quantomeno di omesso controllo è Giovanni Paolo II. Che sapesse di questi traffici illeciti tornano ancora una volta in aiuto le carte dell’archivio. Karol Wojtyla veniva informato ma non interveniva
L’immagine della Chiesa che emerge dall’archivio di Monsignor Dardozzi si discosta decisamente dagli ideali di carità e di povertà che personaggi come San Francesco di Assisi e Madre Teresa di Calcutta hanno testimoniato durante la loro vita…
La Chiesa è composta da uomini e anche gli uomini sbagliano. Vediamo se il Vaticano coglie l’occasione per fare pulizia… e imporre regole di trasparenza!
Dall’archivio di Monsignor Dardozzi emerge anche una profonda compenetrazione delle “politiche” -in senso lato- italiana e della Santa Sede… un legame destinato a continuare a fare da sfondo alla storia del nostro paese?
E’ un legame che pare indissolubile ma che forse va ancora normato
La pubblicazione del suo libro ha suscitato qualche reazione, in Vaticano come in Parlamento?
No, nessuna reazione ufficiale. Un silenzio assordante copre gli imbarazzi suscitati dalla pubblicazione. I cardinali mandano gli uscieri a comprare il libro consegnando loro una busta bianca dove infilarlo per non farlo notare…