INTERVISTA AD ANTONIO BAGNOLI E A NATHALIE A. DODD, DOMENICA 3 MAGGIO 2009 (a cura di Luca Balduzzi)
Questo libro è il secondo che firmate a quattro mani dopo Bologna Criminale… che cosa vi ha affascinato così tanto del lato oscuro di Bologna da spingervi a indagarlo ancora più in profondità?
NATHALIE A. DODD: Bologna è una città solare in superficie ed estremamente ricca di fatti curiosi, oscuri, misteriosi in profondità. Ciò nel presente quanto nel passato. Come ogni città nasconde un lato “nero” che si nasconde nel quotidiano, e spesso non si nasconde nemmeno. È la sintesi di una città intelligente che si è sempre messa alla prova nei momenti difficili, a volte uscendone vincente, a volte rassegnando le dimissioni in quanto a miserie, perversioni e drammaticità
Escludendo la consultazione dei quotidiani e dei periodici risalenti all’epoca dei fatti, fra quali pieghe delle fonti tradizionali vi è stato possibile recuperare tracce dei misteri che avete riunito in questo libro?
ANTONIO BAGNOLI: Le pieghe sono rappresentate da memoriali di personaggi famosi e riviste di inizio ‘900 di cultura cittadina. Per il resto le fonti sono i tanti volumi di storia locale redatti da ricercatori, spesso non professionisti, che hanno spulciato annali delle sentenze del tribunale di Bologna (presso l’Archivio di stato) e che hanno pubblicato negli anni 20-60 del Novecento
Da questa vostra ricerca emerge una Bologna misteriosa praticamente a ogni angolo di strada…
ND: Molto più che una ad ogni angolo di strada, a volte è stato difficile privilegiare un evento rispetto a un altro... La storia di Bologna è molto lunga e molto complessa, quartieri e strade nel loro sovrapporsi hanno lasciato impronte e fantasmi che a tratti hanno saputo convivere e in alcuni casi sono testimoni di drammi
Quali sono i misteri più curiosi che Bologna nascondeva e su cui la vostra indagine è risultata maggiormente appassionante?
ND: Si parte da una cernita a monte, quindi i misteri trattati, ben pochi rispetto l’estesa offerta che si è presentata ai nostri occhi, sono stati scelti perché appassionanti, sconosciuti o divertenti. Emblematici il mistero di Villa Frank e l’omicidio di via Serra: è nei piccoli casi che si possono cogliere i cambiamenti sociali di Bologna, anche attraverso delitti efferati...
Quanto tempo vi è stato necessario per riuscire a raccogliere e a verificare tutte le informazioni possibili in merito ai misteri che raccontate?
ND: Il lavoro di documentazione è durato circa un anno, e altrettanto l’elaborazione di articoli, saggi e testi che abbiamo consultato
Esistono misteri più contemporanei di cui aspettarsi un seguito dedicato?
AB e ND: Certamente, quelli ancora in fase di dibattimento e di processo, di cui attendiamo il via per renderli pubblici. Forse passeranno molti anni...