INTERVISTA VIA E-MAIL A DIEGO GIULIANI E SABRINA RAMACCI, MERCOLEDI’ 17 SETTEMBRE 2008 (a cura di Luca Balduzzi)
Anche (o forse soprattutto) Hollywood ha il suo lato più torbido, come già ci ha svelato Kenneth Anger nel suo “Hollywood Babilonia”: non è esclusivamente la sfavillante capitale del cinema ma, parallelamente, è stata teatro di intrighi di vario genere non ancora completamente chiariti…
È stato proprio questo ad attirarci. Da giornalisti, ma soprattutto da appassionati, quello che abbiamo voluto provare a fare, è stato raccontare la storia del cinema da una prospettiva diversa. Non tanto, cioè, andare a scavare nel sangue e nel torbido, quanto piuttosto adottare uno sguardo “altro”, per mostrare ciò che del cinema, e di Hollywood in particolare, i film e i libri non dicono. La più grande scoperta, che ci auguriamo di condividere con i nostri lettori è proprio quella del backstage della storia ufficiale. Di ciò che, al di là di fama e lustrini, accadeva nel privato a quelle che siamo abituati a considerare e vedere soltanto come star. E che in primo luogo sono invece persone, come tutte noi, alle quali vogliamo restituire anzitutto una dimensione umana. Tormentata, lacerata e sofferta, come il prezzo che soprattutto in passato, Hollywood richiedeva per raggiungere fama e celebrità
Quali sono i film e gli attori più “maledetti” della storia di Hollywood? In questo periodo è stato Barman a tenere banco, dopo la morte di Heath Ledger, l’arresto di Christian Bale e gli incidenti sul set e di Morgan Freeman…
In quanto a film maledetti, la palma spetta indubbiamente a Gioventù bruciata. James Dean è soltanto il più celebre, ma anche altri suoi compagni di set sono scomparsi in circostanze misteriose. Più che abbandonarci però a congetture, quello che vorremmo sottolineare è il filo rosso che lega molti di questi casi. Un crocevia di interessi mafiosi, istituzionali e commerciali, capaci di catalizzare criminalità, polizia corrotta e major in una corsa al profitto senza scrupoli. Un meccanismo spietato, che nel complesso possiamo considerare il responsabile di molte di queste morti. Dalla celebre Dalia Nera a George Reeves, il primo Superman televisivo
Quali sono gli episodi che, ancora oggi, risultano per alcuni poco attendibili nella loro versione ufficiale?
A partire da Marilyn Monroe, il più celebre caso di “suicidio assistito” della storia del cinema, gli annali di Hollywood ne sono pieni. Gran parte dei casi affrontati nel libro sono irrisolti e il motivo risiede proprio in quello che dicevamo prima. L’entità degli interessi coinvolti ha portato a un insabbiamento sistematico, che spesso ha impedito di arrivare alla verità. Pensiamo al misterioso suicidio di Paul Bern, lo stimatissimo marito di Lana Turner che le cronache erano arrivate ad accusare di impotenza e perversione allo stesso tempo, oppure a Fatty Arbuckle, il gigante buono del muto, gettato nel fango dal sospetto che avesse ucciso e violentato un’attricetta del muto, addirittura con un punteruolo di ghiaccio e una bottiglia di Coca Cola. In quanto a insabbiamenti, emblematico resta però soprattutto l’omicidio della Dalia Nera. Un caso che ha fatto storia, non solo per la sua efferatezza, ma perché perfettamente rappresentativo di ciò che allora significava per un’aspirante attrice, avvicinarsi al mondo del cinema. A meno che non avesse i giusti agganci, il passaggio obbligato era per la mala, la prostituzione e molto spesso anche il giro degli abortisti clandestini
Hollywood comunque non si è mai vergognata di questo suo lato oscuro, anzi molto spesso lo ha portato sul grande schermo: due anni fa due film come The Black Dalia e Hollywoodland, adesso l’annuncio della lavorazione di un biopic su Lana Turner…
Il cinema sul cinema. La storia non è nuova e il trend non ci sorprende, soprattutto in una fase in cui Hollywood è decisamente a corto di idee. Sorprendente è piuttosto il contrario: come e perché storie come quelle che abbiamo raccolto, non abbiano ispirato prima altri film. Tutto sta poi a vedere come verranno realizzati. Ad Hollywoodland e The Black Dalia di Brian De Palma siamo particolarmente legati, perché è a loro che dobbiamo l’idea di questo libro. L’ispirazione ci è venuta proprio alla Mostra del Cinema di Venezia, un paio d’anni fa. Vederli entrambi in cartellone, ci ha fatto venire voglia di andare avanti. Di scavare e non fermarci a quella che è soltanto la punta di un iceberg
Anche la nostra Cinecittà ha vissuto qualche momento buio, anche se non della stessa “intensità emotiva” o della stessa gigantesca risonanza collettiva…
«La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un'epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile». Basterebbe questa frase di Alberto Moravia per raccontare il più tragico caso di cronaca nera del nostro cinema: la morte di Pier Paolo Pasolini. Un cadavere eccellente, una tragica scomparsa che coinvolse non solo Cinecittà ma tutto l’universo culturale italiano. I fatti sono noti. Consumato nella notte tra il 1° e il 2 novembre del 1975 l’omicidio di Pasolini è un caso ancora aperto, le circostanze della sua morte sono ancora adombrate da dubbi, contraddizioni, incongruenze processuali. Oggi, come allora, siamo di fronte a uno dei tanti misteri italiani. Il caso è ancora aperto e non è il solo