INTERVISTA VIA E-MAIL A LUISA VASSALLO, LUNEDI’ 29 OTTOBRE 2007 (a cura di Luca Balduzzi)
Tutto è cominciato nell’ottobre del 2003 con la pubblicazione del libro A tavola con gli Hobbit… da dove è nata l’idea di creare ricette ispirandosi prima alla trilogia di Tolkien, per allargarti successivamente ad altre saghe altrettanto conosciute come Le Cronache di Narnia nel novembre del 2006 e Harry Potter adesso?
L'origine di tutto è racchiusa nell'amicizia con Cinzia Gregorutti e nella voglia di condividere le serate con gli amici davanti a un bel piatto fumante…
Nel dicembre 2002, un pomeriggio, ci venne l'idea di organizzare una cena hobbit e così riprendemmo in mano il libro de Il signore degli anelli per cucinare ciò che veramente i personaggi della Terra di Mezzo sono soliti mangiare. E' poco dire che ci siamo perse nel mare di citazioni gastronomiche che, a farci caso, Tolkien ha seminato nel corso del libro: pancetta e funghi della signora Maggot, crema gialla di Baccadoro, Crostata di more del Puledro impennato, lembas di Lorien…
La curiosità ci spinse a non fermarci, ad elencare ogni piatto e cercarne la relativa ricetta.
La cena, ovviamente, venne clamorosamente rimandata, ma nel frattempo io e Cinzia avevamo raccolto moltissimo materiale e trovato gusti e sapori di una terra fantastica che piano piano diventava un pochino più affascinante e concreta.
A questo punto la curiosità e il divertimento erano tali che inevitabilmente continuammo a percorrere queste strade del “gusto fantasy”. La cucina di Narnia e A tavola con Harry Potter sono nati da tutto questo.
Grazie al lavoro di ricerca che ho svolto successivamente con Paolo Gulisano intorno a Le Cronache di Narnia, ho avuto modo di approfondire quindi la figura del suo autore, C.S. Lewis, attraverso le sue scelte culinarie che risultano spesso più esotiche, varie e sofisticate rispetto a quelle dell'amico Tolkien. J.K. Rowling mi ha guidata, invece, insieme a Barbara Paoletti, nelle cucine del suo mondo magico mostrandomi quanto uso si può fare di un ingrediente che sta alla base sia della cucina tradizionale che della narrativa: la fantasia. Nella saga di Harry Potter molte portate non esistono nei ricettari babbani (burrobirra, gelatine tutti gusti + 1, bacchette magiche alla liquirizia, ecc.) e hanno costretto me e Barbara a mettere a dura prova la nostra capacità di elaborare ricette completamente nuove sulla base d'indizi legati semplicemente al colore e al gusto che l'autrice ha fornito. La sfida ci ha dato molte soddisfazioni che, speriamo, ingolosiranno cuochi e lettori!
Da quali parti dei romanzi hai tratto ispirazione per la creazione di queste ricette?
Ogni pagina della saga, ogni citazione, ogni "fotogramma" nel quale un personaggio di Hogwarts o del mondo babbano ha gustato qualcosa, è stato preso in considerazione, valutato, studiato e ricreato. Le 200 ricette raccolte ne sono la testimonianza
Quanti esperimenti prima di trovare gli ingredienti e i dosaggi più adatti? E quanti familiari e amici hanno dovuto fare da cavia?
Esperimenti, a volte, tanti, a volte meno ma sempre e comunque divertenti e affascinanti. Trasformare degli ingredienti diversi tra loro in un'unica cosa, in un unico nuovo piatto, è un po' come fare una magia per la quale ci vuole pazienza, umiltà, attenzione ma anche un pizzico di fortuna, allegria e audacia. Le cavie sono ancora tutte vive e felici… e direi che la cosa è rassicurante!
Quali sono le differenze principali tra un menù di una taverna della Contea, di una taverna di Tashbaan e della mensa della Scuola di Magia e di Stregoneria di Hogwarts?
In contea si mangiano cose gustose ma semplici. Tolkien ha attinto molto dalla cucina contadina che corrisponde molto, se vogliamo, al suo animo di uomo pacato, amante della tradizione e della buona tavola. In una taverna della Contea, penso che ci faremmo servire uno stufato di coniglio, del buon formaggio e magari anche una generosa porzione di panna e fragole insieme, ovviamente a ottima birra scura.
A Tashbaan invece non mi stupirei se nel piatto trovassi aragoste, beccacce ripiene, oche arrosto e un’infinità di dolci come i famosi lucumi, budini, torte e crostate, creme e biscottini.
All'interno della scuola di Hogwarts ci si deve aspettare, invece, un menù tipicamente britannico, fatto di pasticcio di pollo o di rognone, patate arrosto, stufato di pesce, uova e bacon, tè e focaccine, qualche digressione in occasione delle visite di stranieri con piatti come la bouillabaisse o il goulash e qualche tocco di golosità con gli zuccotti di zucca, le crostate, i budini, pasticcini dolcetti e succo di zucca. Nei villaggi vicini, invece, o sul treno Espresso che viaggia da Londra a Hogwarts si possono assaggiare le cose più strane e sorprendenti, come le cioccorane o le famose gelatine tutti i gusti + 1, facendo attenzione, ovviamente, agli stuzzichini scherzosi che circolano tra i ragazzi
Ci sono occasioni in cui è possibile vederti all’opera nella realizzazione di queste ricette?
Ogni volta che presento un ricettario o un argomento fantasy difficilmente rinuncio alla mia cialdiera o a qualche teglia di torta di mele, lembas, idromele, biscottini più o meno magici o quant'altro. Nel mese di dicembre vagherò con tutto questo materiale in alcune librerie del nord Italia. Chi volesse raggiungermi potrà leggere le tappe dal sito www.ancoralibri.it. Vi aspetto!
Quale menù ci consiglieresti per il pranzo di Natale e il veglione di San Silvestro? (Per consultare qualche ricetta online: Fantasy magazine e Dada.net)
Inizierei con un antipasto stuzzicante tra i preferiti di Gandalf e proveniente direttamente da casa Bilbo della Contea: pollo freddo e sottaceti.
Come primo una delicata zuppa di pollo con riso tipica di Narnia che scalda e non appesantisce.
Per secondo invece un bel tacchino arrosto alla moda di Hogwarts accompagnato da piselli al burro mentre, per dolce, un budino di Natale secondo gli usi di Narnia, uno zuccotto di zucca come quello che mangia Harry Potter, caffè e birra a fiumi!