San Marino: la giudice inindagante e le sanzioni CEDU a San Marino

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Siamo tutti uguali davanti alla legge, ma non davanti agli incaricati di applicarla.
(Stanislaw Jerzy Lec)

di Marcello Draghi

Oggi l’antenora dei responsabili che hanno portato la RSM a dove è ora, politicamente, finanziariamente e giuridicamente, prosegue con la grande “star” del Tribunale Unico, colei che pare avesse il dono di conoscere la verità “ab origine” nei procedimenti affidatigli.

Già, perché la Commissario della Legge Antonella Volpinari (ma pare legga poco e scriva anche di meno, relativamente ai casi in questione senz’altro….)  è colei che solo attraverso una normale richiesta di esibizione di documentazione a proprio discarico nei confronti dell’imputato nel procedimento che le era stato sottoposto di valutare e relativo alle mlefatte di BCS, avrebbe evitato buona parte del bailamme che poi ne è conseguito comprese le guerre intestine tra gli speculoni e i Finanziorti.

Ovviamente quello fatto da Nostra Signora delle archiviazioni si basava sulla distorta applicazione della norma (assolutamente anacronistica e oggettivamente balorda) relativa al libero convincimento del Giudice che ça va sans dire era da decenni in aperta violazione dell’art 6 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo.

La dipendente del Tribunale in questione (poiché chiamarla Commissario o Giudice non mi pare corretto, visto che parrebbe non averne spesso svolte le mansioni di base), quando quindi le fu denunciato che funzionari di Banca Commerciale Sammarinese avevano rubato i soldi di una cliente per fare investimenti ad altissimo rischio in violazione di ogni normativa vigente in tema di antiriciclaggio ed antiterrorismo, prima, di fronte a testimoni, accusò la cliente della banca di non essere stata attenta ( roba da matti!) poi, quando questa affermò l’illegittimità delle operazioni poiché eseguite senza il suo consenso ma tramite una “cosiddetta” delega (delega che altro non è che un vergognoso prestampato che si presenta privo di: data, numero di conto cui fa riferimento, firma e documento del delegato, timbro della banca, firma di un qualunque dipendente della stessa in accettazione.) NON CHIESE ALLA BANCA DI PRESENTARE DETTO DOCUMENTO! (cfr. qui sotto le parole del Giudice delle Appellazioni e credo sia lecito domandarsi  come mai NESSUN PROVVEDIMENTO è stato preso nei confronti dell’ inindagante… però stipendiata per fare l’esatto contrario…o no?).

Non credo quindi sia casuale che l’operato di nostra signora della Propria Verità, nel caso Oddone, sia stato poi condannato in CEDU.

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Non solo, aggiungo anche che, tra l’altro, leggendone le motivazioni si capisce la serialità del comportamento della “magistrata” e, fossi un “addetto ai lavori”,  controllerei bene in quanti procedimenti ad oggi la Giudice in questione (e altri colleghi magari, tipo quelli che non vedono le associazioni a delinquere e il riciclaggio a comando… o magari per incapacità?) ha portato il Tribunale Unico a violare l’articolo sul “giusto processo”, nonostante accordi internazionali di ogni tipo su trasparenza ed altre quisquilie giuridico/finanziarie.

Ma questo credo sia il lavoro del neo dirigente Guzzetta a cui, se avesse da iniziarlo, consiglierei di evitare di ordinare caffé. Per la verità gli avrei consigliato anche di evitare determinate dichiarazioni sugli “interpreti” della Legge nel suo Tribunale ma tant’è, a qualcuno anche lui tanto dovrà pur rispondere…

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Oltre a quanto sopra si sottolinea come sia gravissimo che costei fosse tanto cara all’ex SDS Renzi il quale di fronte all’Ambasciatore italiano e ad altro testimone che illustravano le responsabilità della Commissaria, una volta ricevuti a Palazzo Begni già nell’estate 2018, negò con fermezza fossero attribuibili alla Volpinari poiché lei era una sua cara amica e riteneva non fosse possibile avesse agito come però I DOCUMENTI gli mostravano sin dal gennaio dello stesso anno…

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Forse che questa scoperta di sistematica macelleria giuridica e di mercimonio in tribunale sui casi più spinosi sia una delle ragioni che hanno mandato di traverso il caffé all’ inauditamente “inautopsizzato” Magistrato Dirigente, l’italiano Ferroni?

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Del resto quanto accaduto dopo che il SdS Giustizia e quello delle Finanze sono stati informati di quanto scoperto ed ormai agli atti relativamente a Banca Commerciale Sammarinese, Asset e su tutti Banca Centrale della RSM sono partite TUTTE le possibili contromisure per tentare (stupidamente) di arginare l’inarginabile.

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Ovvero, a prescindere dalle morti sospette relative al caso (cfr. anche quella dell’ex Vice Direttore di BCS poi assurto alla Direzione di Asset con pendenza penale sulla testa Paolo Droghini. Ma forse questa era una qualifica indispensabile per avere il ruolo?… ),

prima il soggetto che deteneva in pancia quanto relativo alle responsabilità di ogni coinvolto (soprattutto istituzionalemnte, Banca Centrale in testa per distacco) è stato messo in LCA per evitare che il Processo andasse avanti viste le INCOSTITUZIONALI Leggi sammarinesi sull’argomento (oltretutto come spiegato innumerevoli volte gli imputati sono sostanzialmente gli stessi soggetti coinvolti nel Processo Mazzini e in quello Re Nero con l’aggiunta di tanta Banca Centrale);

poi, quando l’Ambasciatore italiano ha chiesto spiegazioni in merito al sopruso palese in atto nella RSM su cittadina italiana da almeno un decennio con la complicità delle Istituzioni, la SdS Esteri e Giustizia (e ha denunciato il fatto in Procura a Rimini e Roma),

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dopo aver tergiversato raccontando balle e prendendo in giro la massima istituzione del Paese che enclavizza la piccola Repubblica, non avendo più risposte o giochini da fare è stato fatto saltare il Governo.

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Da chi?

Bè, da tutti… ovviamente.

Non ci vuole un genio a comprendere che come già dimostrato ampiamente su queste pagine tutti sapevano e tutti hanno avuto parte nella più vergognosa pagina di Storia recente della RSM, quella di uno Stato che se la prende con una cittadina estera pur di non riconoscere di aver avuto “predoni, pirati e ladri” al suo servizio.

Uno Stato dove il Giudice accusa il derubato e dove la “Polizia finanziaria” (BCSM) nonostante ammanchi, documenti falsi ed altre pinzillacchere dice che il ladro non ha mica rubato!

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Uno Stato dove la Polizia, quella vera, la Gendarmeria, gestita da ex Colonnello dei Carabinieri italiano che, nonostante informato di reati su reati non solo no risponde a chi glieli segnala, ma a quanto pare NON FA NULLA!

Non c’è che dire, questa Nazione in pochi anni dall’uscita dalla Black List è riuscita a compiere più porcate di quante ne potesse reggere ed ora il rischio è non solo tornarci alla velocità del fulmine, ma trovarsi a pagare sanzioni esorbitanti e vedere a giudizio un numero impressionante di soggetti istituzionali operanti in Repubblica.

La prossima puntata chi sarà il fortunato su cui punteremo i riflettori di questa antenora? Uno dei SdS? Qualcun’altro in BCSM? O i soggetti italiani che manipolano lo staterello a proprio uso e consumo dai tempi della prima repubblica italiana?

 

 

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