San Marino: le elezioni e reali responsabilità di quanto accaduto

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“I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.” Ottavo corollario alla legge di Murphy. (ARTHUR BLOCH)

Di Rolando Biglia

Cercherò di essere il più sintetico possibile:

a San Marino, come ovunque nel Mondo, la campagna elettorale è un’infinita serie di frasi demagogiche e rimbalzi di responsabilità su quanto accade al Paese che solitamente va ad elezioni per cambiare qualcosa.

Ciò, va da sé, però non avviene, anche perché ovviamente chi, ovunque, detenga il Potere finanziario non si capisce perché dovrebbe cederlo se non sono mutati certi equilibri che proprio grazie al Potere finanziario si regolano da dentro. Solitamente cambiando nome ai partiti, candidando facce  nuove (per l’altro aggettivo fate voi, vista la disponibilità alla prostituzione di questi ultimi ai detti Poteri).

Riassumo quindi visto che il “grosso del casino” nasce attorno al 2009 con la scoperta di una porcata da parte di Banca Commerciale Sammarinese che andava a coinvolgere in maniera decisamente più netta e comprovata, gli stessi che si erano dati da fare per sciocchezzuole tipo quanto ha generato il “Conto Mazzini” e quanto al Processo Re Nero a Forlì.

Successivamente, quanto di cui sopra, a cui si aggiungevano responsabilità dirette nelle malversazioni da parte di Banca Centrale avvisata sin dal 2011 e documentatele, visibili anche a un cieco,  ha avuto sbocchi in Italia con il Processo al “Re Nero” (Asset) di cui a San Marino pare si siano dimenticati, tanto poco viene citato.

E ciò, nonostante il carico da 11 che si porte dietro visto che, ANCHE quanto in Banca Commerciale, NON è stato denunciato dai vertici di Asset al momento dell’acquisizione (ma i liquidatori NON  hanno avvisato su cosa c’era in BCS, ovvero lo hanno rilevato o anche il baldo gruppo era parte del complotto contro la Giustizia e la Trasparenza finanziaria per la quale furono firmati fior di accordi?)

Ricordo, en passant, che quanto di cui stiamo parlando riguarda la produzione di Bilanci dello Stato illegittimi, perché i dati bancari principale provenivano da Audit italiano (BDO Italia) che aveva agito in modo illegittimo.

Riguarda il fatto che questi bilanci dello Stato siano stati poi consegnati ad Autorità di controllo estere, Agenzie di rating etc… Riguarda la produzione di Bollettino della Repubblica falsificato nella parte finanziaria proprio relativamente alla liquidazione di Asset.

Riguarda il fatto che i documenti a comprova delle malversazioni di Banca Centrale le ha, “inavvertitamente”(?), svelate proprio un Commissario di Banca Centrale, il Dott. Cherubini.

Si annota a margine che dopo che il Commissario di BCSM ha rivelato la porcilaia al Tribunale attraverso i documenti richiestigli dal Commissario Morsiani (a quanto pare anche lui decisamente superficiale nella sua indagine e soprattutto inattivo dal momento della succitata scoperta fino ad archiviazione, richiesta su minaccia di avocazione del caso al Magistrato Dirigente che allora era quella Pierfelici che accusava nel contempo pressioni indebite e perciò fu defenestrata dalla carica) sono iniziate una serie di azioni di disturbo al prosieguo della causa culminate con la messa in LCA di Asset (onde evtare di svelare in Tribunale il reale merdaio cje coinvolge anche avvocati locali “eccellenti”)

Ora, detto questo, sottolineata la censura dell’informazione locale sull’argomento che sta portando la Repubblica al collasso, si ricordano le coalizioni al Governo negli anni relativi al caso sopra descritto e si sottolinea in rosso come TUTTO sia stato rappresentato a TUTTI ma NESSUNO abbia mosso un dito, anzi.

Pare addirittura dimostrato che ci siano gravi menzogne per iscritto inviate alle Autorità italiane da vertici dello Stato nonché da Banca Centrale. Per non parlare delle responsabilità dell’Avvocatura di Stato relativamente a quanto comunicato all’Ambasciatore NONOSTANTE prove inconfutabili di responsabilità a livello istituzionale.

Tutto ciò dimostra quanto all’incipit dell’articolo, ovvero che chi detiene il Potere finanziario a San Marino da sempre, perché dovrebbe cederlo o perderlo se nessuno ha modificato certi equilibri che proprio grazie al Potere finanziario regolando la politica da dentro, magari cambiando nome ai partiti, candidando facce nuove sempre ben disponibili per quattrini, vanità o, peggio, ignoranza, a servire i soliti ignobili?

2008:

Patto per San Marino’, che ha come principale componente il Partito Democratico Cristiano (il Patto era composto da: Pdcs (Partito democratico cristiano sammarinese), Ap (Alleanza Popolare), Ldl (Lista della Libertà) e Usdm (Unione dei moderati) – ha vinto le elezioni anticipate nella Repubblica di San Marino, per le quali si è votato ieri.”

2012:

Vince la Coalizione Bene Comune. Chi erano?

Ovviamente il Partito Democratico Cristiano Sammarinese – Noi Sammarinesi,
il Partito dei Socialisti e dei Democratici  ed Alleanza Popolare.

2016:

Vince la coalizione Adesso.sm che contiene Sinistra Socialista Democratica e Repubblica Futura.

Detto questo a me pare che non esist, salvo l’Italia, paese più gattopardato di SAn Marino dove tutto cambia perché nulla cambi, da sempre.

E i cittadini?

Parrebbe che se non son collusi e quindi hanno il proprio interesse in ballo non votino, visto che chiedono cambiamento ma le percentuali di votanti (su poco più di 30.000 anime) dicono che non lo cercano fattivamente.

Nel 2008 votarono in 11.371 ovvero circa la metà della popolazione avente diritto. 54,22 %,.

Nel 2012 il cambiamento (sic) fu votato da ancor meno sammarinesi 10.031 in tutto per una percentuale del 50,71 %.-

Nel 2016 al Ballottaggio del “cambiamento” a San Marino alzarono il culo per votare 17.024 persone abbassando ulteriormente la percentuale e con essa le reali possibilità di cambiamento scese al  50,09%

Detto questo non credo ci sia bisogno di aggiungere altro per far capire ai sammarinesi che se non fanno lo Stato loro e non si comportano da Popolo loro nessuno lo farà e presto con buona probabilità potrebbero trovarsi in acqua di molto più torbide del liquame in cui sono immersi ora.

 

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