San Marino: il Conto Mazzini e le “dimenticanze” del Commissario Buriani

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La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società civile è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. (Corrado Alvaro)

di Rocco Luglio

Ci si chiede – ovviamente retoricamente considerata la collusione di praticamente tutto il sistema giuridico sammarinese, avvocati e loro Ordine professionale compresi con gli artefici delle malefatte bancarie in loco (attendo improbabili querele) – come mai il Commissario inquirente, Giudice istruttore o comunque si voglia chiamare chi deve accertare appunto “malefatte”, non si sia accorto che nel periodo relativo alla sua indagine Banca Centrale si faceva certificare i conti dallo stesso che lo faceva per i “signori” del Conto Mazzini su cui verteva il processo in mani sue.

La retorica nella domanda viene dal fatto che è ovvio come un colluso al sistema non abbia e non avesse allora, nessun interesse a che si scopra/scoprisse che quel sistema che tutt’ora gli dà da mangiare, oltre a una fetta di potere (amministrabile a piacere e non secondo giustizia a quanto pare), avesse prodotto Conti dello Stato irregolari visto che proprio in quegli anni tali conti sono stati pubblicati ed utilizzati worldwide.

La domanda che segue è quindi anche “è un somaro (incapace) o sa quel che ha fatto? Perché non segnalare il particolare modifica di gran lunga numero di responsabilità e aggrava le stesse responsabilità di molti e soprattutto mette la RSM in difficoltà agli occhi della Giustizia internazionale visto che i suoi Giudici (compreso il MAgistrato Dirigente) non denunciano malversazioni che potrebbero costare carissime allo Stato (i cittadini!).

Ora di quanto all’oggetto sono stati informati praticamente tutti, dall’Ambasciatore italiano a San Marino alla Farnesina a BCE alla Camera di Commercio e alla Prefettura di Milano dove è iscritto il certificatore globale delle porcate della RSM 2010/2014 (BDO Italia certificava anche Asset prima e dopo che assorbisse Banca Commerciale pare al costo di 1 euro su ordine di BCSM) è stato inviato anche al Giudice Caprioli  (che nel frattempo ha sospeso l’udienza da lui stesso fissata poche settimane prima). Sospettare che si attenda chi sarà al Governo dopo l’8 dicembre per rifissare la data e muoversi di conseguenza per compiacere a sentenza l’uno o l’altro, mi pare addirittura più che elementare, ma visti i comportamenti tenuti lassù ad oggi non ci sarebbe da meravigliarsi.

Tenendo conto di molti dei comportamenti dei Giudici a San Marino (che oltretutto sono in buona parte cittadini italiani) vedi Volpinari, Morsiani, Pierfelici, lo stesso Buriani etc… le evidenti mancate indagini o sentenze in casi che ora pesano sulle tre gobbe del Titano come il peggiore dei basti, c’è davvero da chiedersi come sia possibile che una simile realtà, che oltretutto falsifica i propri Conti pubblici e si autogiudica innocente o lascia prescrivere processi grazie ad inattività e mancanza di rispetto delle stesse leggi in materia da parte dei suoi giudici, possa ancora essere tollerata, non solo dall’Italia, quotidianamente presa in giro su trasparenze bancarie e finanziarie, ma dalla stessa Unione Europea, visto che le informazioni relative a quanto sopra descritto sono arrivate sin là.

Ah, ricordo che il “Giudice” Buriani (a quanto pare pure pregiudicato) è quello che ha archiviato una denuncia per violazioni del Diritto di Informazione (internazionalemnte riconosciuto) poiché tale Legge è assente nella legislazione sammarinese ma, colpevolmente, non ha lamentato in alcuna sede l’evidente agiuridicità in democrazia dell’assenza di una norma che obblighi gli organi di Stampa a dare notizie di pubblico interesse ( e la falsificazione di un Bollettino Ufficiale della Repubblica a quanto apre i procinto di essere denunciata ufficialmente non mi pare notizia di poco conto visto il numero di correntisti Asset ad esempio).

Tra l’altro a San Marino sappiamo che le Leggi si creano su precedenti Giudizi e finché si continua a giudicare in maniera agiurica in base a infusioni di “scienza” dall’alto è evidente che nulla cambierà.

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