Repubblica di San Marino: le ragioni della crisi in numeri elementari

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di Marcello Draghi  – StudiostampaDraghi

In maniera asettica e senza tanti discorsi relativi alla cattiva gestione del sistema bancario locale, segnaliamo anche quelle che secondo noi potrebbero essere le ragioni della grande crisi politico/finanziaria/giuridica nella Repubblica di San Marino oggi.

E’ infatti evidente come una terra dove le attività che garantiscono prodotti “reali” (agricoltura, industria e, a suo modo, anche il turismo) sono state semi-accantonate da un trentina d’anni a beneficio di quelle che si basano su rendite “virtuali“, ovvero banche/finanziarie/speculazioni borsistiche, non possa aver giovato del periodo storico in atto in Occidente almeno dal 2008.

Infatti, quella che ha colpito il sistema economico finanziario occidentale, a prescindere se sia stata artificialmente prodotta o meno, è la più grande crisi finanziaria dal 1929 e lo sanno anche i sassi.

Pare quindi evidente già da questi primi dati cosa possa succedere in tale emergenza, vista l’insipienza politica o forse la collusione politica con un dato sistema, ad un territorio che ancora oggi si proclama Repubblica indipendente (sul democratico stendiamo un velo) nonostante da sempre dipenda in toto da:

a)  l’exclave che lo circonda e che provvede a fornire luce, acqua etc… (un po’ come Israele e l’invenzione politica denominata Stato palestinese), il quale comunque ha longae manibus all’interno dell’enclave che dirigono certe manovre.

b) il proprio sistema bancario e i “dòmini” che lo controllano, visto che conta la bellezza di circa 18.000 addetti su circa 30.000 abitanti e che, vista la crisi succitata, ha ovviamente subito un contraccolpo durissimo (nel 2008 la raccolta del sistema bancario fu infatti di 13,8 miliardi di euro contro i 5,4 dello scorso anno) anche senza il caos provocato dagli evidenti illeciti della Vigilanza di Banca Centrale e delle Segreterie delle Finanze ed Industria (per le certificazioni di Bilancio) che sulle attività della stessa dovevano esercitare funzione di controllo.

Detto questo la domanda da fare anche ed eventualmente a Fitch o all’FMI è:

“Come fa a funzionare un sistema Paese e come riesce ed è riuscito a sopravvivere da anni con i numeri sopra e sotto citati?”

  • REPUBBLICA DI SAN MARINO (STATO INDIPENDENTE) 33.000 abitanti distribuiti su 61 Kmq. Amministrazione: Consiglio Grande ‎60 membri. La Pubblica Amministrazione conta circa 4.000 addetti.

 

  • FORLI’ (Comune italiano) 117.798 abitanti su una superficie di 228,2 km²
    Il Comune conta 40 persone tra Sindaco Giunta e Consiglio. La Pubblica Amministrazione conta circa 700 DIPENDENTI in totale.

Domande:

– Qualcuno intravede una proporzione? 

Per caso in Italia i Comuni sono noti per le proprie disponibilità finanziarie?

– I Comuni italiani non devono versare oltretutto buona parte dei propri introiti alla Regione e allo Stato?

– E la Repubblica di San Marino con chi divide gli eventuali introiti? Nessuno direi, tutta ciccia per i locali (se non ci fossero i piranha finnziari e i Gatti randagi a mangiarsela prima che arrivi ai sammarinesi).

Secondo qualcuno la soluzione trovata, da chi manovra e rimesta tra i sessanta, ed in atto da diverso tempo è stata semplicemente, oltre alla presentazione di bilanci dal 2010 al 2014 provenienti da certificazioni illegittime,  l’appropriazione indebita di denari da conti correnti di cittadini esteri che avevano più da perdere denunciando i capitali all’estero sottratti che cercare di riaverli passando per il Tribunale a quanto pare tra i più “pressati” d’Europa.

Chi sopravviverà a quanto in arrivo vedrà…

se da dietro le sbarre o meno dipende dal suddetto lui.

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