Repubblica di San Marino: League of Justice contro Catsman?

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“Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?” SANT’AGOSTINO

di Rolando Biglia

“…di Giustizia in questo Paese ce n’é bisogno come dell’aria”  sentenziano dall’opposizione nella Repubblica di San Marino dopo aver sentito altri dichiarare a gran voce “processi non possono rimanere incagliati e devono chiudersi in un tempo ragionevole.”

Ora, con tutta la più buona volontà mi chiedo: ma sono proprio sicuri?

Perché noi, dall’Italia diremmo: magari!

Il problema è che, considerate le capacità di adattamento dell’essere umano alle condizioni in cui vive, riassunti gli ultimi anni di cronaca finanziaria, giuridica e politica, viste le falsificazioni/manipolazioni/illegittimità di Bilanci dello Stato e di Bollettini Ufficiali, vista la diffusione delle responsabilità su di un caso (da questo sito segnalato in ogni maniera ma censurato dai prodi giornalai sammarinesi e da chi li controlla) che giace da mesi, oltretutto nonostante “sollecito” istituzionale da parte delle Autorità italiane, sulla scrivania dell’Avvocatura prima e della SDS Esteri poi,  se effettivamente venisse alla luce potrebbe coinvolgere molti, ma molti più soggetti del Processo Mazzini, il risultato di tutta quell’aria sarebbe il medesimo che se venisse erogata a dei sardoni. Tutti spiaggiati e gran frittura per chi poi li raccoglie!

Ad ogni modo, la sospetta sospensione di quest’ultimo a pochi giorni dall’inizio dell’appello, a parte per le solite pressioni dei potentati locali sul Tribunale (già denunciate dalla defenestrata ex Magistrato Dirigente Pierfelici), potrebbe del resto essere legata anche a quest’ultimo “caso” di cui sopra poiché, guarda “caso”, gran parte dei coinvolti sono i medesimi e quindi il rischio di una condanna definitiva diventa/va serio e reale se si dovesse arrivare ad una sentenza. Sentenza che si porterebbe dietro, oltre a banche e banchieri, un bel numero di politici sammarinesi per, come minimo, omissione di atti d’ufficio.

Relativamente poi alle responsabilità “dei tutti” (dai membri dei CdA di Banca Commerciale a quelli di Asset, ai liquidatori che si sono occupati delle rispettive LCA, all’Auditor esterno che certificava conti a destra e a manca in contemporanea, ai SdS finanze informati sui fatti che NON hanno agito, a quelli dell’Industria che hanno consentito che BDO certificasse i conti di cui sopra, il Tribunale e i suoi Dirigenti e Commissari, gli avvocati della difesa e chi più ne ha più ne metta fino ai censori dell’informazione locale e nostrana) l’unica cosa positiva è che comporterebbe l’allontanamento dalla vita locale di tanta di quella gente che probabilmente il rapporto tra PIL e numero di abitanti migliorerebbe di sicuro. 

Ma del resto le Autorità italiane lo sanno bene, come sanno che la LCA su Asset e quanto ne è conseguito è con buona probabilità dovuta all’estremo tentativo di NON far approdare a giudizio un processo in grado di smascherare in toto e con prove inattaccabili l’intero funzionamento del “sistema San Marino”, fatto di “coperture” reciproche su ogni livello.

Ovviamente se l’indagine fosse accurata verrebbero fuori anche i “contatti” italiani che hanno consentito questa “Repubblica”. Considerato infatti che, ad esempio, gli azionisti  di Asset sono a stragrande maggioranza italiani (Europa Trust di Firenze ed un altro Fondo minore di Biella) gli strepiti nelle orecchie a soggetti nostrani con “poteri/influenza” sul Titano (magari proprio perché ci custodiscono qualcosa per cui detto Titano li tiene per i santissimi) non devono essere stati di poca intensità

In conclusione, forse a San Marino dovrebbero capire che più che di Giustizia (poco frequentata direi e quindi difficilmente riconoscibile) sul Monte c’è bisogno di buonsenso, onde evitare che una collettività paghi per quanto palesemente commesso da nomi ormai più che noti anche in Italia alle Procure di Roma e Rimini grazie alla denuncia dell’Ambasciatore d’Italia a San Marino Dott. Guido Cerboni, oltre a quella di Milano coinvolta da nostro collaboratore in merito a BDO e all’attività del dott. Paolo Scelsi, che sino al 2014 ha imperiosamente firmato OGNI certificazione comune alla faccia del codice deontologico, della Legge e dei danni che stava provocando e che ha provocato nella Repubblica di San Marino ed in Italia, oltre che in Europa e nel Mondo di conseguenza ai “suoi” personalissimi bilanci di Banca Centrale.

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