Donna carbonizzata nel Bolognese, marocchino fermato alla frontiera

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Cadavere carbonizzato, ipotesi omicidio: ex compagno fermato alla frontiera. La polizia ferroviaria di Imperia ha fermato un uomo di 42 anni, M.C., rispondente alle descrizioni del sospettato di omicidio dopo il ritrovamento di un cadavere bruciato di Atika Gharib, classe 86, cittadina marocchina, in un cascinale di Castello D’Argile, provincia di Bologna. Il 42enne è stato tratto bloccato a Ventimiglia, poco lontano dal confine con la Francia, dal perzonale di Polizia Ferroviaria, mentre a bordo di un treno tentava di passare il confine. Coordinata dalle procure di Imperia e Bologna, il caso è seguito dai Carabinieri del comando provinciale di Bologna.

Stando alle prime informazioni, sembra che l’uomo avesse già dei precedenti di maltrattamenti e abusi, anche nei confronti della figlia 16enne di lei, avuta da una precedente relazione. Del pari erano stati emessi nei suoi confronti provvedimenti di allontanamento nei confronti della donna, misure sembra violate più volte. E’ stato dunque emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto.



L’ipotesi è che ci possa essere una morte violenta dietro al ritrovamento del corpo carbonizzato della ex compagna 36enne. Lui, connazionale di qualche anno più vecchio di lei, dovrà ora rispondere agli investigatori, coordinati dal pm Augusto Borghini, di diversi interrogativi. Pare infatti che i due, ex compagni, si frequentassero ancora, nel cascinale andato a fuoco e bruciato per ore. Il corpo della donna era stato ritrovato su segnalazione della sorella, che aveva avvicinato il sindaco di Castello D’Argile proprio sul luogo del rogo. Alla base della segnalazione, proprio una telefonata dell’uomo alla sua sorella in Marocco, alla quale avrebbe fatto qualche ammissione. Di lì, i parenti di lui hanno contattato i parenti di lei, facendo scattare l’allarme.

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