Bufera Marche: appalti truccati e corruzione, indagati vertici regionali e esponenti PD

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Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, concorso in corruzione, traffico di influenze illecite e finanziamento illecito ad esponenti politici. Sono queste alcune delle ipotesi di reato sui cui sta indagando la Guardia di Finanza, che nei giorni scorsi ha messo sottosopra gli uffici della Regione Marche e la casa del direttore generale dell’Asur, Marini, sequestrando documenti, computer, supporti informatici e telefonini.

Come riporta il giornale locale youtvrs.it, ad oggi sono dieci i nomi iscritti nel registro degli indagati. Oltre a Marini ci sono Fabio Badiali, esponente del Partito Democratico e sindaco di Castelplanio; Norberto Pesarini, Luigi Posadinu e Michele Magagna, dirigenti di una cooperativa dell’Emilia Romagna; Fulvia Dini, dirigente della Regione Marche; Mauro Pieroni, ex sindaco di Lapedona; Luciano Facchini e Sergio Venditti, dirigenti della Serenissima Ristorazione e Alessandro Pedone, amministratore del Gruppo Servizi Associati Srl.



L’indagine è in una fase embrionale ma nella sostanza il sospetto è quello degli appalti truccati, in particolare verso la cooperativa emiliana, che si sarebbe tentato di favorire attraverso una gara da oltre 200milioni di Euro. Tra i reati contestati anche una finta gara per il pagamento di un legale che aveva fornito alcune consulenze, oltre alle procedure per l’affidamento dei servizi di ristorazione in alcune strutture dell’Asur.

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Abbiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e chiediamo che si faccia subito piena luce sull’intera vicenda“. Il Presidente della Regione Marche e assessore alla Sanità Luca Ceriscioli (Pd) interviene sull’inchiesta della Procura relativa al sistema di appalti gestito dell’Asur (Azienda sanitaria unica regionale) Marche che ha portato ad indagare dieci persone tra dirigenti, tra i quali il direttore generale Asur Alessandro Marini, rappresentanti istituzionali e imprenditori

. “Contiamo – continua Ceriscioli – che le persone coinvolte possano dimostrare la totale estraneità a quanto viene loro contestato e che il tutto si chiarisca in tempi molto brevi. L’attività sanitaria della Regione prosegue in tutte le proprie funzioni, garantendo come sempre ai cittadini la qualità dei servizi offerti”.  ansa



   

 

 



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