Banche di San Marino e irresponsabile opposizione sammarinese

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Si tacitus pasci posset corvus, haberet plus dapis et rixae multo minus invidiaeque.

di Stefano Davidson

Nella Repubblica di San Marino e secondo quanto riferisce la sua Informazione drogata, da cui la difficoltà di sapere quanto ciò sia dettato da qualcuno:

l’opposizione al completo dà conto, per quanto possibile vista la seduta segreta, di quello che è accaduto in notturna.
“Si è chiusa la votazione con un applauso liberatorio di almeno due minuti per esserci liberati da un fardello che il paese si porta dietro da più di un decennio con tutto quanto accaduto attorno a Banca Cis e Banca Partner”. 

Considerate però le responsabilità di questa opposizione relativamente a quanto invece accaduto con BCSM, Asset e Banca Commerciale e che sta mettendo il Paese in ginocchio (e chi deve saper sa. Non mi dilungo a descrivere i perché per rispetto di chi al momento sta cercando di dirimere quanto, costosissimo per i sammarinesi è, come detto, di responsabilità assoluta di chi ha governato precedentemente a questa maggioranza comunque da me spesso criticata) si consiglia maggior attenzione alle parole.

Spero infatti di non dover dare alle “stampe” nuovamente quanto è già stato ampiamente stigmatizzato da Autorità estere come un’indecenza e per cui è stata chiesta una risoluzione immediata visto che ciò è il risultato di una inammissibile RESISTENZA TEMERARIA attuata dall’ Avv Matteo Mularoni e dai soci Nuzzo Bussoletti con la complicità di altri avvocati operanti sul territorio della RSM e la regia di BCSM e che sarà con buona probabilità riversato sulle spalle dei sammarinesi invece che su quelle di Banca Centrale, al momento massima responsabile del dissesto finanziario della Repubblica vista l’assenza di una Vigilanza che vigili secondo i modi ed i protocolli stabiliti anche internazionalmente.

Concludo quindi, considerati i documenti in possesso di questa redazione, chiedendo silenzio agli ipocriti e possibilmente un bell’esame di coscienza relativamente a dove è finito il Paese San Marino vista la loro precedente gestione.

Infine mi permetto un consiglio:

se volete davvero salvare il Paese aiutatevi l’un l’altro invece di accusarvi.

Eliminate per un attimo a San Marino la parola “competizione” dal vostro limitato vocabolario di menzogne e sostituitele con “collaborazione“.  Forse così il Paese ne verrà fuori, diversamente chissà cosa e come sopravviverà visto il terremoto in atto.

 

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