Immigrazione clandestina: bengalesi nel mirino, maxi retata a Cagliari

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Favorivano la permanenza e l’ingresso illegale in Italia di loro connazionali in cambio di soldi, documenti contraffatti e false dichiarazioni, con la complicità di due segretari della commissione rifugiati: gli agenti della Mobile di Cagliari e gli uomini della Digos hanno sgominato stamattina un’organizzazione (repubblica.it) che faceva arrivare irregolarmente per la maggior parte cittadini del Bangladesh, che riusciva poi a far rimanere in Italia grazie alla complicità di titolari di abitazioni e ditte che rilasciavano false attestazioni.

Ci sono anche tre italiani e tra questi due segretari della Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale, dipendenti del ministero dell’Interno, tra le 11 persone arrestate. Sono stati catturati nell’ambito di due indagini che hanno portato all’individuazione del gruppo criminale: 196 gli indagati, di cui 28 italiani. Tra gli arrestati anche l’ex presidente della comunità bengalese a Cagliari. Secondo gli investigatori era proprio lui, all’epoca dei fatti, al vertice dell’organizzazione criminale.



Le due indagini si sono mosse parallelamente: quella condotta dalla Squadra mobile è sfociata nell’esecuzione di otto decreti di fermo per sette bengalesi e un italiano, tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; l’inchiesta della Digos invece è culminata con la notifica di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per tre bengalesi e due italiani, anche in questo caso per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e alla corruzione. Punto di incontro tra le due indagini i due interpreti, due cittadini bengalesi, destinatari sia del decreto di fermo che dell’ordinanza in carcere.



   

 

 

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