La denuncia dell’ambasciatore italiano a San Marino

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L’Ambasciatore italiano a San Marino depositò già nell’ottobre dello scorso una denuncia in Procura per fatti che coinvolgono le istituzioni e le amministrazioni locali, attuali e passate.

di Stefano Davidson

Viste le preoccupazioni espresse dal deputato sammarinese Teodoro Lonfernini, relativamente ai convolgimento di Ambasciatori esteri ( in particolare dell’Ambasciatore maltese Frazier) nelle dichiarazioni rilasciate in merito al caso Tomasetti/Gozi, sempre da “oltre cortina” faccio presente che ben prima di esso l’attività di Banca Centrale di San Marino aveva dato dimostrazione di poca trasparenza e di scarsa vigilanza su quanto avveniva al suo interno, tanto da meritare l’attenzione di altra Ambasciata, quella d’Italia,  nella persona dell’Ambasciatore italiano Guido Cerboni in persona indi, di conseguenza a quanto emerso, della Direzione Generale Cooperazione Europea della Farnesina.

(Sul fatto che il Segretario di Stato Renzi sia stato personalmente informato di quanto in corso dal sottoscritto accompagnato da Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia Guido Cerboni già da più di un anno stendiamo un pietoso velo)

Non c’è che dire il tentativo di anschluss all’UE da parte della Repubblica di San Marino pare rischiare di naufragare per l’attività (o inattivitò a seconda di come la si voglia intendere) della vigilanza della sua Banca Centrale responsabile a quanto pare oltre che di aver consentito l’”elargizione” di compensi a babbo in quà e in là (ma del resto il Pd italiano e i suoi membri parrebbero prendere dove possono, gli altri “motivati” lo fanno di mestiere) addirittura in omissioni d’atti d’ufficio (o abuso. cfr attività) e udite udite produzione di falsa documentazione finanziaria.

A questi link in calce  l’intera vicenda denunciata da Sua Eccellenza l’Ambasciatore Cerboni che, pur nascendo a monte del caso Gozi Tomasetti,  conteneva già in scala ridotta ogni possibile nefandezza attuabile dalla Banca Centrale di San Marino con la complicità dei vari Congressi di Stato che si sono succeduti al comando della Repubblica, a quanto pare meno democratica di quanto si pensa, vista anche la censura praticata sui mezzi d’informazione e l’assenza di una legge che punisca i responsabili di gravi violazioni del codice deontologico della Consulta dell’informazione sanzionate ovunque in Italia e in Europa.

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