Germania, manifesti per gli stranieri: “Il tuo paese. Il tuo futuro. Adesso!”

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di Matteo Corallo – In un certo tipo di immaginario tanto caro al PD e a quel che rimane delle sinistre italiane, la Germania del quarto governo Merkel viene considerata ancora oggi come quel paese europeo che più degli altri si è impegnata nell’accoglienza indiscriminata di milioni di migranti provenienti dai diversi angoli del mondo. Complice anche l’unilaterale decisione di aprire i confini ad un milione di siriani nell’estate del 2015, la Cancelliera Merkel ha addirittura ricevuto il prestigioso premio “Lampada della Pace” da parte dell’ordine francescano d’Assisi per il suo impegno verso i diseredati del mondo. Ma le cose stanno veramente così?

Per scoprirlo ci rechiamo nella capitale Berlino, dove negli ultimi giorni sono apparsi dei manifesti governativi alquanto particolari. La loro prima caratteristica, che balza subito agli occhi, consiste nel fatto che, a parte alcuni dettagli che tra un po’ analizzeremo, essi non sono scritti in tedesco. Infatti le lingue di questi grandi poster col timbro del Ministero degli Interni sono il russo, l’arabo, l’inglese, il francese, il parsi e perfino il pashtun. Il motivo è semplice: essi sono rivolti esclusivamente agli stranieri residenti in Germania. Le uniche parti non tradotte nelle diverse lingue sono rappresentate dallo slogan principale ben visibile in prima pagina, ossia “Dein Land. Deine Zukunft. Jetzt!”, traducibile in italiano come “Il tuo paese. Il tuo futuro. Adesso!” e dall’indirizzo del sito internet www.ReturningfromGermany.com, gestito direttamente dal Ministero degli Interni.



Attraverso questa campagna mediatica a tappeto, la quale sta coinvolgendo tutte le stazioni ferroviarie e della metro di Berlino (e non solo), il governo tedesco dell’ennesima grande coalizione a guida CDU/CSU e socialdemocratici sta cercando di convincere gli stranieri, legalmente residenti ma anche quelli senza regolare permesso di soggiorno, ad abbandonare “volontariamente” il paese in cambio del pagamento da parte della Germania di tutte le spese di viaggio oltre che della copertura totale di 12 mesi d’affitto che i migranti, qualora decidano appunto di tornare al loro paese natale, dovranno sostenere. Tuttavia al fine di usufruire di questa offerta, gli stranieri devono compilare tutta la necessaria modulistica entro e non oltre il 31 dicembre, come anche esplicitamente riportato nei manifesti governativi tradotti nelle diverse lingue. Chissà cosa sarebbe successo in Italia se il nostro omologo agli Interni Salvini avesse deciso di utilizzare anch’egli soldi pubblici per stampare poster in cui si invita gli stranieri a ritornarsene nelle loro madrepatrie. Già immaginiamo gli strali di Saviano su Facebook e le contestazioni violente dei centri sociali nelle pubbliche piazze.

In ogni caso all’interno del sito governativo riportato sopra e ben visibile su tutti i manifesti apparsi nei giorni scorsi in 80 città tedesche, scopriamo che il programma in questione si chiama StarthilfePlus, che può essere tradotto in italiano come “Aiuto iniziale Plus”. Esso si compone di diversi livelli, definiti stage, i quali si applicano alla specifica situazione dello straniero che desidera ritornarsene a casa. Per esempio c’è lo stage 1, che prevede l’erogazione di 1.200,00 Euro da parte dello Stato tedesco qualora non si sappia ancora se la domanda di asilo avviata dal richiedente sia stata accettata o rifiutata; esiste poi lo stage 2 nel quale lo straniero cui sia stata respinta la domanda d’asilo riceve comunque 800,00 Euro qualora decida di lasciare la Germania senza fare ricorso; infine troviamo lo stage S (che non si riesce a capire bene perché non si chiami 3 invece che S) che consiste nel versamento sempre di 800,00 Euro qualora la Legge tedesca riconosca sì al migrante lo status di soggetto che necessità di protezione, ma quest’ultimo voglia comunque vivere di nuovo nel suo paese natio.

Inoltre ogni minorenne che ritorna a casa assieme ai  genitori, che hanno avviato la domanda, riceve metà dei soldi riportati sopra a seconda dello stage da applicare al diverso caso. Ad ogni modo in tutti e 3 i livelli gli stranieri si impegnano per iscritto a ritirare la loro attuale domanda d’asilo e a non avviarne una nuova qualora in futuro dovessero ritornare in Germania, nemmeno se per esempio emigrano da un paese ancora in guerra come l’Afghanistan. Comunque sia il programma StarthilfePlus esiste dal 2016 ma è solo da quest’anno che il Ministero degli Interni ha deciso di aggiungervi ai costi descritti sopra la copertura delle spese d’affitto per un anno, non appena lo straniero abbia rimesso piede nella sua nazione d’origine. Queste nuove spese offerte vengono espressamente definite dal Ministero stesso come un’espansione del programma già esistente. I fondi pubblici possono coprire non solo le mere spese d’affitto bensì anche lavori di costruzione o ristrutturazione o perfino ampliamenti della cucina e del bagno.

Insomma si direbbe che il re è nudo e qualche leggera difficoltà condita da un’ipocrisia di fondo per un sistema come quello tedesco, considerato dai nostri politici di sinistra così efficiente e soprattutto così generoso nell’aver accolto milioni di stranieri negli ultimi anni, forse andrebbe perlomeno riconosciuta.



   

 

 



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