Storia di malacronaca e ingiustizia

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Codardi, corrotti e diritti civili. Storia di malacronaca e ingiustizia

di Stefano Davidson

Quando si parla di Giustizia, di etica e di tutte queste belle cose bisognerebbe però sapere che la realtà dove viviamo quotidianamente non le prevede né le ha mai previste.

Un po’ come con Babbo Natale, vengono mandati in giro soggetti prezzolati “vestiti da” ed ecco che le persone si accoccolano illuse dal pensiero di una qualche possibile bontà, nascosta da qualche parte su questo pianeta, altrimenti feroce in ogni sua manifestazione.
Di questa mancanza di etica, ma eccesso di cagasottismo acuto, ne sono esempio lampante ad esempio le testate giornalistiche nostrane e quelle della Repubblica di San Marino che, ad esempio, nonostante siano informate ufficialmente da anni relativamente ad un sopruso perpetrato ai danni di cittadini italiani e sammarinesi, che coinvolge manifestatamente anche personaggi politici della RSM di grande rilievo, oltre che soggetti italiani di primo piano, come la Società di Auditing BDO Italia e nonostante sappiano che addirittura l’Ambasciatore italiano in loco ha presentato denuncia sui fatti in Procura NON SCRIVONO UNA RIGA.
Va tra l’altro tenuto presente, nel giudicare la professionalità di questi cronisti da strapazzo che parlano solo di quello che è successo, quando è successo e non ci si può fare nulla (vedi notizie sul MES ad esempio), che la notizia in oggetto è di interesse pubblico, calcolando il numero di italiani coinvolti nella faccenda tra vittime e carnefici che, come sopra evidenziato sono già stati protagonisti delle “Cronache Giudiziarie nazionali e locali.
Indi va considerata la “censura” di comodo (ordini italiani o sammarinesi?) applicata alla notizia visto che tutta una serie di sedicenti giornalisti nostrani e locali che si occuperebbero quotidianamente di questioni analoghe  (un po’ di nomi e cognomi? Al momento direi Monica Raschi, Matteo Naccari del Resto del Carlino, l’ex Presidente dell’Ordine dei Giornalisti E.R. Farné, ora Capo Redattore di Rai3 E.R., Sandro Iacometti di Libero, la Direzione de Il Giornale, la Redazione di Report, le Iene, Striscia e tutte quelle puttanate al servizio dei soliti noti, Giorgio Meletti e Ilaria Visentini de “Il Fatto Quotidiano”, Franco Fubini del Corrierone nazionale, Sandra Bucci di RTV San Marino, così come tal sedicente giornalista locale tal Marco Severini e un’altro non meglio identificato soggetto anch’egli sedicente giornalista, Marino Cecchetti, marito del Direttore Responsabile de Libertas L’Informazione di San Marino e tanti altri…) i quali, sebbene abbiano in mano documenti allucinanti (tra i quali la prova della falsificazione di un Bollettino Ufficiale della RSM relativamente alla pubblicazione dello Stato Passivo di una banca liquidata amministrativamente, e le certificazioni di bilancio redatte negli stessi anni e dalla stessa persona a nome di BDO Italia di cui sopra, per la Banca Centrale della Repubblica e due delle controllate fatte poi liquidare dalla prima (Ovvero i conti della Banca di Stato erano certificati dallo stesso che certificava quelli di due banche i cui vertici sono stati condannati per Associazione a Delinquere a San Marino e Gruppo Criminale al Tribunale di Forlì.) NON NE SCRIVONO nè ne hanno mai scritto UNA RIGA!
Il bello (si fa per dire) è che in Italia ora esiste anche un Comitato di vittime del “Sistema San Marino” (https://www.comitatoexclienti-assetbanca.com/) ma i medesimi giornalisti non lo rendono noto o lo fanno marginalmente ma non si preoccupano minimamente di capire cosa è accaduto ai connazionali.
Chissà se fossero “diversamente bianchi” se le cose andrebbero allo stesso modo?
Chissà se invece che nella RSM tutto accadesse e fosse accaduto in Francia o in Egitto se TUTTI si sarebbero comportati nel medesimo modo?
“Cui prodest?” o forse meglio: “Qui solvit?”
E le Istituzioni italiane?
Sua Eccellenza l’Ambasciatore italiano in loco da me sollecitato, dopo avere preso atto della gravità di quanto descritto e comprovato da documentazione sensibile (verbali CdA e altre chicche) sta facendo un lavoro importante ed ha personalmente presentato denuncia dei fatti in Procura a Rimini.
A quanto pare ora c’è un interessamento da parte di due Sottosegretari (Esteri e Giustizia). Vedremo.
Certo è che se giornalisticamente ci si fanno mettere i piedi in testa da un enclave di 30.000 persone, nonostante le prove documentate di reati abnormi ai danni di CITTADINI ITALIANI e non si pubblica per timore di ritorsioni nonostante quanto si ha in mano che può aiutare MIGLIAIA di cittadini, si capisce perfettamente il perché Reporters sans Frontieres ci spari all’ottantesimo posto o giù di lì dietro al Burkina Faso).
Va da sé che si spera in una dirigenza politica con un attimo più di palle considerato con chi si parla e i diritti dei nostri concittadini, diversamente figuriamoci cosa può fare Macron…
Italiani la nostra “TUTELA” è una cosa seria e va pretesa per chiunque non la riceva, diversamente nessuno (come ora del resto) è tutelato. Per informazioni citofonare campanelli random ad Amatrice, l’Aquila, Etruria, Parmalat, MPS, Carige o tra gli alluvionati antichi e recenti.
Attendo querele.
Stefano Davidson

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