Spariti i soldi per i bambini africani: riparte inchiesta sul cognato di Renzi

La Operation Usa di Los Angeles, organizzazione no profit tramite cui opera la Fondazione Pulitzer, ha sporto querela sulla vicenda dei fondi destinati ai bambini africani della organizzazione Play Therapy Africa e che in realtà sarebbero passati sui conti privati del cognato di Renzi Alessandro Conticini, che ricopriva l’incarico di direttore e socio di Play Therapy. L’ente americano ha versato 5,5 milioni. A scriverlo sono alcuni organi di stampa fra cui il Corriere Fiorentino e Repubblica Firenze.

La querela consente così alla Procura di Firenze di riprendere l’inchiesta che si era arenata: il governo Gentiloni infatti, poco prima di chiudere la sua esperienza a Palazzo Chigi, aveva approvato una norma che prevedeva l’impossibilità per la Magistratura di procedere d’ufficio per il reato di “appropriazione indebita aggravata”, ma solo su querela di parte. Un provvedimento bollato dalle altre forze poltiche come la norma “salva cognato di Renzi”.

Ammonta a 6,6 milioni di euro il denaro che sarebbe stato utilizzato indebitamente sia per operazioni immobiliari che per l’acquisto di quote di alcune società della famiglia Renzi o di persone ad essa riconducibili.

Nella vicenda è rimasta coinvolta anche Unicef (organizzazione delle Nazioni Unite), la cui scelta di non presentare querela ha scatenato numerose proteste anche sui social network. Secondo quanto riporta la stampa, inoltre, la Procura di Firenze starebbe attendendo di analizzare nel dettaglio le modifiche al sistema giudiziario introdotte con il decreto Anticorruzione, approvato alla fine dell’anno scorso e in procinto di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che potrebbe comprendere ulteriori margini per la procedibilità sul caso.

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Scrive il Fatto Quotidiano:

Andrea Conticini, cognato di Matteo Renzi, sarebbe indagato per aver prelevato soldi dai conti e averli destinati a tre società dell’inner circle renziano: la Eventi6 di Rignano (133.900 euro) riferibile proprio ai familiari dell’ex presidente del Consiglio; la Quality Press Italia (129.900 euro); oltre a 4mila euro per la Dot Media di Firenze, che organizzava la Leopolda.

Il senatore di Rignano,  attraverso una nota del suo ufficio stampa annuncia di voler procedere “in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti”.

Ricordiamo che nel Consiglio Direttivo di Unicef Italia c’è Walter Veltroni

 

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