Il poema Eroicomico dei sindaci immigrofili, ennesimo harakiri della sinistra

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Continua il poema Eroicomico della sinistra: venti coraggiosi sindaci contro il despota Salvini. Il dittatore verde-giallo-nero-razzista-nazista-autoritario (ecc ecc) impone addirittura di occuparsi prima degli autoctoni (i famigerati Italiani) quando il loro dovere più intimo li chiamerebbe a spendere tempo, energie e denaro per i loro adorati immigrati. Così, probabilmente, si sentono questi venti primi cittadini nell’esibire il loro atto di ribellione alla calda (e desideratissima) luce delle telecamere, si sa mai che qualche voto lo si riesca a tirar su anche in questa maniera in questi tempi bui. D’altronde cos’altro vogliono gli italiani? Si accontentassero della disoccupazione giovanile altissima, delle liste di attesa a sette, otto, nove mesi negli ospedali, del costo della vita che aumenta e del debito pubblico.

La sinistra sembra ormai essere tanto vicino alle esigenze del paese reale quanto lo potevano essere i nobili a Versailles negli anni immediatamente precedenti al 1789. Rimane solo un manipolo di pochi masochisti deciso a concedere il suo favore e voto ad una sinistra che non fa altro che coprirsi di ridicolo mentre la maggioranza degli elettori, anche di vecchia data, ha deciso, in un atto di amor proprio (e di questo li ringraziamo), di abbandonare il vecchio schieramento ormai ben avviato sulla via dell’autodistruzione.



Il sentore comune dei cittadini è ormai quello della mal-sopportazione per tutta questa pletora di extra-comunitari e clandestini impegnati giorno e notte a bivaccare per le città di tutta la Penisola, importunando passanti e turisti con questue lacrimose alla meglio, aggressive alla peggio. Ragazzi senza identità che non sono europei e non sono neppure a pieno titolo rappresentanti delle loro rispettive culture, e proprio per questo spesso portati a scegliere la via della radicalizzazione violenta. Queste persone poi, influenzate da una certa propaganda commerciale, fatta di serie tv canzoni e film, che dipinge una vita fatta di soldi facili e criminalità con le accattivanti tonalità del fascino, si organizzando in bande (retaggio delle loro culture tribali) e si immettono nel violento e già troppo affollato mondo del crimine (organizzato e non).

Come se non bastassero i gravi danni che infliggono al tessuto sociale, i contribuenti sono chiamati ad aprire il portafoglio (che per i bottegai, i padri che rimangono senza lavoro e le mamme è sempre e inesorabilmente CHIUSO) per finanziare lo stato sociale, che in teoria sarebbe del Popolo Italiano, a beneficio degli ultimi arrivati (non invitati): sanità, prigioni, scuole e forze dell’ ordine per loro e la loro, sempre numerosa, prole. Tutti questi servizi molto spesso vengono forniti dalle solite coop rosse o di amici di amici o dei cugini alimentando la ben nota mangiatoia ospitata da casa Italia, come sempre più spesso le indagini e le inchieste dimostrano.

Da quanto detto si ricavano due verità: Alla sinistra degli immigrati come esseri umani interessa solo per l’uso propagandistico che ne possono fare e per sostenere con i soldi di Stato le cooperative rosse che gestiscono proprio vitto e alloggio dei migranti guadagnando un sacco di euro. Un’ altra immigrazione selezionata, aderente ai nostri requisiti e bisogni e limitata è possibile, per cui si proceda ad una riforma coraggiosa che detti la linea per l’Italia e magari anche per l’Europa per gli anni a venire. Se c’è una persona nel panorama politico italiano che ha la leadership e il carisma necessario per portare avanti questa battaglia, questa persona è Matteo Salvini.

Andrea Pasini  – – Trezzano Sul Naviglio



   

 

 



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