Cacciate i faziosi dalla scuola pubblica, inquinano le menti dei giovani

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di Francesco Storace

Tema: cambiamento.

Svolgimento: fuori i faziosi dalla scuola. Luogo: Crotone, liceo scientifico.

È la storia vergognosa di una professoressa di lettere – si fa chiamare così – che ha avuto una bella pensata. Alla signora sta antipatico Matteo Salvini, e proprio non le va giù che sia pure senatore calabrese.

Ci soffre.

Si dispera.

Teme per i suoi ragazzi (che poi non sono suoi, ma figli dei loro genitori). E decide di “educarli”. A modo suo, come devono averle insegnato in chissà quale sezione e non all’università. Oppure leggendo L’Espresso.

La “professoressa” del Liceo Filolao (che per lei fa rima con Mao) ha guardato gli studenti del quinto scientifico, li ha fissati in faccia senza far notare loro la lacrima partigiana sul viso, e ha dettato il compito in classe. “Oh miei giovani, è giunta l’ora di imbracciar la penna contro il nemico e stabilire il parallelismo tra le leggi razziali e il suo decreto sicurezza”.

Possiamo definire criminale un atteggiamento del genere? Qualcuno rispondera’ alla denuncia dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, rappresentante leghista di Crotone? O calerà l’oblio su un comportamento inqualificabile, che macchia l’istruzione e i suoi doveri?

Questo è stato il compito proposto: “Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, e’ un opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni”.

In quale articolo della Costituzione sta scritta questa roba, presidente Mattarella? È possibile sentire finalmente il suo monito a placare tanta faziosità, persino di una insegnante ai suoi studenti, che fa solo alimentare odio su odio?

Se qualcuno pronuncerà qualche parola di troppo nei confronti di cotanta signora, si scatenerà il solito pandemonio o qualcuno le spiegherà che per ricevere invece mazzi di fiori basta semplicemente assumere un atteggiamento decente quando si deve rendere onore al compito di educatore? L’appello è al Capo dello Stato perché suo è il dovere di indurre questa Nazione lacerata da chi considera usurpatore chi ha vinto le elezioni, a non umiliare la democrazia nella società.

È inquinamento delle menti, quello che succede in quel liceo di Crotone. E di questa faziosità bisogna liberarci perché si è oltrepassato ogni limite.

Razzisti sono quelli che oltraggiano il nemico che governa solo perché dice di voler aiutare prima di tutto gli italiani. Quella professoressa si sarà abbeverata alla preziosa scuola di Roberto Saviano: ma i nostri ragazzi vanno rispettati e non indottrinati.

Lo squallore che emerge da questa vicenda dovrebbe vedere insorgere politica e media, se ci fosse autentica libertà dalle nostre parti; se si tace rischia di essere l’Italia tutta – e la sua cultura – a precipitare verso l’abisso dell’inciviltà. E francamente il nostro popolo non lo merita. Per fortuna il ministro Bussetti ha fatto sapere che non intende restare fermo: e, se possiamo permetterci un suggerimento, ci pensino anche al Quirinale.

(Quelle vergogne le scrive anche L’Espresso: basta non comprarlo. Ma la scuola la manteniamo noi).

 

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