Da Bulgari a Gucci, da Fendi a Valentino: marchi di moda italiani finiti in mani straniere

La maison Versace passerà in mani americane, a breve dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale. Ma è lunga la lista dei marchi della moda italiana finiti all’estero. Direzione prescelta: Parigi. Lvmh ha acquisito numerosi simboli del Made in Italy come Bulgari, Loro Piana, Fendi, Emilio Pucci. Ma non solo moda: il colosso francese del lusso possiede anche Acqua di Parma e Cova, lo storico caffè-pasticceria di via Montenapoleone. Risale al 1999, invece, l’acquisizione del 42% di Gucci da parte del colosso francese Pinault-Printemps-Redoute (oggi Kering), a cui fanno capo anche le italiane Bottega Veneta, Brioni e Pomellato. Matrimonio francese con Essilor anche per il big dell’occhialeria Luxottica.

La maison Valentino dal 2012 è in mano alla società del Qatar, Mayhoola for Investment, riconducibile allo sceicco Hamad bin Kahlifa al Thani. Krizia è finita sotto il controllo della cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion. Coccinelle, il brand di borse e piccola pelletteria, è stato acquisito dal retailer coerano E-Land. Il marchio di lingerie La Perla è controllato dalla società d’investimento olandese Sapinda Holding. La Yoox (poi Yoox Net-A-Porter) dell’imprenditore Federico Marchetti fa oggi parte della multinazionale Richemont.

In direzione Usa è andato invece un altro marchio del Made in Italy: Poltrona Frau nel 2014 è stata venduta al gruppo Haworth, con sede a Holland (Michigan). Fuori dal comparto della moda, negli Stati Uniti è andata anche l’azienda Ntv-Italo, venduta lo scorso febbraio al fondo Global Infrastructures Partners. ASKANEWS

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