Un fiume di sangue e morti, ma il buon Cacciari non lo sa

In fondo alla pagina, il video in cui la dottoressa Silvana De Mari risponde al buon Cacciari, “nauseato dalla nostra cattiveria“.

Qui sotto il link dove si può scoprire che i migranti che buttano via le loro vite nel folle sogno di raggiungere un paese ricchissimo che li ama e che desidera intensamente mantenerli, sono probabilmente il triplo di quelli che muoiono nel Mediterraneo, dati probabilmente approssimati per difetto. Che l’Italia sia ricchissima, che li voglia, che agogni a mantenerli è la vulgata dei trafficanti, confortata dai video autorità religiose e politiche, e soprattutto della signora Bonino, che alla televisione araba afferma che l’italia necessita di un milione e mezzo di migranti l’anno.

Per fare quel dannato viaggio occorrono dai 3000 agli 8000 dollari, una cifra difficile per molte famiglie italiane, assolutamente folle per una famiglia africana. Con una cifra del genere in Africa si compre una mandria, si mette su una bottega o un’officina. Quindi la gente depreda le famiglie, le immiserisce, con questo sogno demente, se sopravvivo, poi mi danno 30 dollari al giorno, ve ne mando 20 saremo ricchissimi. E quelli che non hanno niente da vendere? Vendono se stessi alla mafia nigeriana: restituiranno in proventi di spaccio, rapina o prostituzione, diventano aguzzini degli atri migranti, alcuni ricorrono ai tre mestieri che permettono in Africa di disporre di cifre importanti: ingegnere minerario, sfruttatore della prostituzione e mercenario, oppure prendono il denaro da nazioni estere, Quatar e Arabia Saudita. In cambio di cosa? Ai tre uomini che muoiono nel deserto se ne aggiungono altri due uccisi dalla criminalità che queste cifre folli stanno facendo nascere in Africa.

Vengono solo maschi in età militare, la parte più forte della popolazione. Scappano da violenze lasciandosi dietro donne, bambini e vecchi? Per molti la molla è un sogno, per alcuni invece è una fuga da condanne penali per reati comuni, come ci informa lo stesso presidente della Nigeria, e come è ovvio che sia tra persone che cercano di superare una frontiera senza documenti. Il primo compito di uno stato è tutelare i propri cittadini. Nessuno, privo di documenti, dovrebbe poter superare una frontiera. Nessuno di noi potrebbe. Siamo considerati individui malvagi e indegni, non ripeto la parola di Cacciari, perché vogliamo che chi entra nella nostra nazione abbia i documenti?

E soprattutto, per ogni uomo qui a mendicare o stare appollaiato su una panchina, o peggio, c’è una donna sola. In Africa le donne sole non campano. Questa donna o diventa la seconda o terza moglie di un vecchio ricco o finisce nell’unica maniera che ha una donna in una società con agricoltura preindustriale di sopravvivere. Indovinate quale. Per noi questi uomini sono un peso insopportabile, le loro nazioni di origine hanno bisogno di loro, le loro donne anche.

Silvana De Mari

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