Prof Sinagra: delirio giudiziario contro Salvini, eversione istituzionale

Ribadisco ancora che la Lega non è il mio Partito e non ho votato Matteo Salvini ma ho il dovere morale di denunciare il prevedibile attacco giudiziario di cui egli è destinatario. Se è vero che l’Associazione Nazionale Magistrati ha chiesto le dimissioni del Ministro Matteo Salvini, questo significa che si è superato il limite della eversione istituzionale. La magistratura non più applica le leggi ma interviene in materia politica contravvenendo alla volontà popolare. Che questo abbia “sponda” presso Mattarella Sergio, figlio di Bernardo, il quale al riguardo si segnala per il suo significativo e allarmante silenzio (lui che è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura), rende chiaro che si è in presenza di fatti violativi dell’ordine costituzionale.

La magistratura non più applica le leggi ma interviene in materia politica contravvenendo alla volontà popolare.

Non voglio perdere tempo a discettare sugli aspetti giuridici delle iniziative e intenzioni di quel tale Patronaggio Luigi. Lo hanno fan modo chiaro e definitivo Carlo Nordio e Carlo Taormina.

Una cosa sola voglio dire: il cosiddetto Ttibunale dei Ministri risolva il problema: il Ministro dell’Interno, che istituzionalmente deve garantire la liceità dell’ingresso di stranieri sul territorio dello Stato, abusa del suo potere se lo impedisce prima di ogni accertamento richiesto dalla legge? Risponde di sequestro di persona? Cerchiamo di non farci ridere addosso dal mondo intero.

Ed ancora: di fronte alla statuizione della UE, secondo cui lo Stato deve garantire la custodia dello straniero, anche in carcere, fino alla sua identificazione per poi adottare i provvedimenti conseguenti, il cosiddetto Tribunale dei Ministri come pensa di decidere se non con una sollecita e doverosa archiviazione?

Ricordo le parole oneste di un onesto Procuratore della Repubblica di Roma (perchè ci sono anche molti magistrati onesti intellettualmente e professionalmente) il quale confidenzialmente mi diceva: “Sai, quando vengono gli avvocati per pormi questioni giuridiche, mi viene da ridere!“.

C’è solo da sperare in una più che legittima e fortissima reazione popolare che, ormai fuori dall’inganno delle cosiddette “mani pulite”, imponga il rispetto della legge e della regola democratica e garantisca libertà, sovranità e indipendenza per questa disgraziata Repubblica.

Augusto Sinagra

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