Governare è un diritto e un dovere, Di Maio deve sostenere Salvini

Questa storia per cui Salvini dovrebbe solo prendere sganassoni dai magistrati è davvero inquietante. Se a farsene portatore è l’altro vicepresidente del Consiglio, Di Maio, è qualcosa che non si può leggere né sentire.

In base a quale stravagante teorema Di Maio non vuole che Salvini critichi i magistrati che lo indagano per aver fatto il suo dovere (che poi sarebbe lo stesso di Di Maio)? In che mondo vive il capo dei grillini? Ancora in manettopoli?

Governare è un dovere. Governare è un diritto. E non è compito della magistratura impedire di farlo al governo del paese.

La realtà è che torna ad affermarsi una certa sudditanza della politica, di alcuni della politica, nei confronti della magistratura per colpa di alcuni dei componenti dell’ordine giudiziario.

Ancora nessuno risponde alla domanda su che cosa succede se i fuggitivi clandestini della Diciotti se ne vanno in giro per l’Italia a commettere reati che nessuno punirà e spunta Di Maio a prendersela con il suo collega di governo? Di che cosa ha paura? Da un giovane politico ci aspetteremmo un po’ più di coraggio. Eppure avete agito assieme a Salvini, dovreste dire c’ero anch’io, e farvi indagare assieme a lui. Perche’ semmai ci si chiede com’e’ che voi grillini vi siate salvati dall’accusa di aver concorso al sequestro di persona. No, siete quelli che dicono io non c’ero e se c’ero dormivo.

Che differenza con quei tantissimi italiani che scrivono in rete #complicediSalvini… Non hanno paura come Di Maio e la sua compagnia. Conte, Toninelli, eccetera, non vi siete accorti di quello che succedeva? O è Bonafede a suggerirvi prudenza ipocrita?

Se il motivo del vostro incedere fifone sono i sondaggi che premiano Salvini, basta dire le stesse cose che dice lui, senza troppi contorsionismi, persino sugli amati magistrati siciliani che lo incriminano, senza cercare inutili distinguo in ogni momento. Oppure ci avete ripensato e sognate l’Italia invasa dallo straniero spalancando i porti a ogni barcone proveniente dall’Africa? Basta saperlo.

Suggerisce il collega romano di Paola Taverna, senatore pure lui dei Cinque stelle: “Il nostro problema si chiama Roberto Fico, che pretendi?”. C’è un illustre precedente: anni fa chi governava non temette di chiedere la testa dell’allora presidente della Camera, Fini, che non gliela diede e incappò in un destino assai magro. Qualcuno dica a Fico che se sta li’ è proprio grazie all’operazione che fece Salvini per i vertici delle Camere. Se non gli piace più l’alleato abbia il coraggio di mollare la poltrona anziché sabotare ogni giorno il governo.

Oppure, l’uomo delle telefonate decisive ha i capelli bianchi, si chiama Sergio e staziona al Colle? Lo abbiamo capito che Mattarella vuole riportare il Partito democratico al governo e quindi i grillini devono cominciare a criticare Salvini. Ma tutti, anche lui, devono comprendere che gli Italiani stanno più accorti del passato e che roba del genere fa scatenare una rivoluzione.

Quindi, datevi una calmata e godetevi il passaggio dallo stadio San Paolo a palazzo Chigi.

Francesco Storace

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