Ennesismo caso di richiedenti asilo che spacciano droga nel Vicentino

ENNESIMO CASO DI SPACCIO DI DROGA AD OPERA DI RICHIEDENTI ASILO NEL VICENTINO. COMITATO PRIMANOI: I SINDACI CHE HANNO SOSTENUTO L’ACCOGLIENZA DIFFUSA CHIEDANO SCUSA AI VICENTINI PER AVER FAVORITO LA DIFFUSIONE DEI PUSHER

Secondo il portavoce del comitato PrimaNoi Alex Cioni,

“non passa giorno che non emergano casi di spaccio di droga distribuita da richiedenti asilo o da soggetti fuoriusciti dal programma di protezione con in tasca il permesso di soggiorno ottenuto per motivi umanitari che, come noto, abbiamo solo noi italiani”.

Su questo ultimo punto sembra sia questione di giorni la presentazione al consiglio dei ministri del cosiddetto “ddl Salvini” che dovrebbe prevedere una serie di provvedimenti funzionali a restringere lo spazio di manovra per coloro che chiedono o hanno chiesto asilo senza averne titolo. Tra questi l’abolizione di fatto del permesso di soggiorno per motivi umanitari che dall’inizio dell’emergenza dei flussi migratori ha concesso al 23% circa dei richiedenti asilo di ottenere un documento per rimanere in Italia.

Tornando alla droga, in questi tre anni sono decine i casi saliti alla ribalta della cronaca provinciale, tanto è vero che solo nelle ultime settimane ci sono stati casi nel bassanese e nell’alto vicentino, mentre nel capoluogo berico è una costante praticamente quotidiana.

Per il portavoce di PrimaNoi l’ultimo caso di spacciatori africani emerso a Montegalda è una conseguenza tangibile del fallimento dell’accoglienza diffusa sostenuta da alcuni politici e da altrettanti amministratori locali.

“Hanno spacciato l’accoglienza diffusa come una soluzione virtuosa -spiega Cioni- quando in tempi non sospetti avvertivamo che una distribuzione spalmata praticamente in ogni Comune della provincia, avrebbe comportato problemi per le nostre comunità. I fatti purtroppo ci stanno dando ampiamente ragione”.

Cioni rivolge delle accuse pesanti ai sindaci del Pd e a coloro che ritiene essere

“i responsabili morali della diffusione della droga nel vicentino, perché -ha proseguito- è stata la loro politica ad per avere creato le condizioni della diffusione sul territorio di questa rete dello spaccio. L’accoglienza diffusa non è stato altro che un favore fatto ai trafficanti di droga e alle gang”.

C’é chi obietta che se c’é la domanda c’é pure l’offerta ma secondo il portavoce del comitato la domanda è aumentata grazie alla facilità di reperire queste schifezze che ora si trovano anche sotto casa. “Invece di continuare a dare lezioni di peloso solidarismo, sarebbe un gesto apprezzabile se gli esponenti del Partito Democratico chiedessero umilmente scusa ai vicentini per essersi fatti guidare da una visione ideologica che li ha portati a fare scelte sbagliate, le cui conseguenze ora ricadono sui cittadini”. L’invito è rivolto in particolare al sindaco di Santorso Franco Balzi, ancora oggi preso a modello dalla curia diocesana come un esempio di buona accoglienza per essere stato tra i principali sostenitori dell’accoglienza diffusa.

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